Buon anno alle single sopravvissute

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Di Marilù S. Manzini

 

E’ il primo giorno dell’anno nuovo. Siamo nel 2017. E tu sei sopravvissuta. Sei sopravvissuta al tuo grande amore. Al tuo grande amore che non ti ha voluto. Sono passati molti anni. E guardandoti indietro pensi che, insomma, sei stata brava. Te la sei cavata egregiamente nonostante avresti voluto scomparire dalla faccia della terra o meglio scappare sull’isola dove vivono Elvis e Marilyn e tutti gli altri che volevano sparire .

E’ quello che si fa alla fine di ogni anno: tirare le somme. E le somme sono che tu sei molto intelligente, buona, generosa, ricca, e molto simpatica. Al tempo eri anche molto carina, prima che una bomba nucleare scoppiasse all’interno del tuo sistema ormonale facendoti allargare come una mongolfiera. E che le rughe del tempo passato solcassero il tuo viso come in una cartina geografica. E allora ti sei domandata il perché per qualche tempo, poi hai smesso anche di fare quello. Perché non è andata. Perché gli uomini non le vogliono le donne intelligenti,  simpatiche e ricche. Non so se sia vera la storia del fatto che ne siano spaventati, è molto più facile che non vogliano rotture di coglioni. Sei troppo impegnativa, così impegnativa che poi devono stare alzati la notte per cercare di sopravvivere. Preferiscono una un po’ riconglionita, molto bella, un santino da portare in giro e potersene vantare con gli amici, ma che soprattutto sorrida e ridacchi sempre anche senza motivo, e soprattutto alle loro battute , anche quando non sono un granché. E’ rassicurante per loro. Vogliono una che sia una tela bianca, intonsa, su cui disegnare sopra, una che insomma abbia vissuto poco.  Solo che tu non sei così, non sei una che ride a comando. Soprattutto non ridi sempre. Sai anche piangere. Non sai neanche mentire bene. Non sai bluffare. Loro vogliono una che sappia raccontargliela la favola della buonanotte e che ogni giorno sia una bella giornata come direbbe Jovannotti “la mia ragazza trasforma un pomeriggio in un capolavoro”. Che faccia finta di cascare dalle nuvole anche quando da vere volpi hanno capito tutto due battute prima. Che gli perdoni ogni cosa. Che sia sdolcinata così tanto  che se gli regalano un cagnolino lei lo chiami Paris in memoria e onore del loro primo weekend d’amore assieme nella città di Parigi. Che sappia tenere il tavolo. Tu al massimo sei una scala reale ma bisogna sapersela giocare. Niente, non ti ha giocato.  Avresti voluto dirgli cose del tipo “ti prendo con tutti i malanni che hai” e che lui avesse fatto lo stesso, perché per te la vita ha dei principi fondamentali. Ma non è successo niente di tutto questo. Non sono mai volate in cielo certe cazzate.  Vi siete fermati molto ma molto prima come un fuoco d’artificio che il cielo lo sfiora soltanto. Non eravate uno space shuttle direzione suolo lunare.

Allora un giorno ti presentano la sua nuova fidanzata, quella che è al tuo posto. Molto figa, molto gentile, molto ridanciana. Quella con cui ha avuto un figlio, o lo avrà, quella che ha sposato o la sposerà.  Quella che però tu a vent’anni eri molto più bella di lei. Quella che comunque non sei tu. E ti accorgi che la strafiga falsa come un soldo di cioccolato  piena di sorrisi vacui a 32 denti  piace pure a te. Sei felice per lui. Sei felice per lei. Sei felice per loro. E sei un po’ felice anche per te . Perché tutto sommato la tua vita negli ultimi anni è andata molto bene. Hai un bellissimo lavoro. Da cui guadagni parecchio. Degli splendidi amici. La salute è buona. E sei rimasta simpatica nonostante un bel viaggio in prima classe all’Inferno con ritorno incerto. Ma sei ancora viva, e  sei ritornata. Vedi è tutto questo che fa di te quello che sei ed è il motivo per cui non andavi bene. Troppa vita vissuta, troppa saggezza, troppa ironia, e pure troppi soldi. “Eri troppo per lui” la classica frase che potrebbe ripeterti tua madre nel tentativo di tenere alta la bandiera di famiglia, ma che questa volta è la verità. Anche i soldi sono stati penalizzanti, lui è uno di quelli che vuole comandare nella coppia, uno che non la vuole una ricca ereditiera alla Paris Hilton, vuole tenere il punto, vuole che tu dipenda da lui, che tu abbia bisogno di lui, non che tu sia estremamente indipendente fino allo scialacquio. Lui che  è pure un po’ taccagno una che dilapida patrimoni non la sopporta. E tu vai a fare colazione da Tiffany quasi tutti i mesi. Vuole un umile ragazza di provincia da proteggere non una della città con le carte di credito ancora fumanti da strisciata nel portafoglio. Ne fa disgustosamente e discutibilmente una “questione di classi sociali” come nel’ 800 ma al contrario, quelle ricche sono da evitare, meglio di umili origini del tipo “brava ragazze di cattiva famiglia per cattivi ragazzi di buona famiglia”. Insomma, forse, a guardarla da un’altra prospettiva  l’hai scampata bella. Due galli nello stesso pollaio non ci stanno. Si beccano fino ad ammazzarsi. E poi Totò aveva bisogno di una spalla, non di una coprotagonista. Non piacevi nemmeno ai suoi amici, mentre questa è diventata la mascotte del gruppo. Per non parlare di sua madre che ti trova una bruttissima persona pur non conoscendoti, per procura.

Sarebbe stato un Inferno pure quello. E tu sei davvero troppo pigra per combattere contro i mulini a vento. Forse vi rincontrerete tra vent’anni e finalmente sarà il momento giusto senza il pubblico attorno. Un amore adulto e maturo che va dritto al punto senza fare fermate neanche per pisciare citando De Gregori. Senza troppi “ma” e “se”. Per quella data sarete vecchi, stanchi, cambiati, consumati e imbolsiti dalla vita, ma chissà magari avrete ancora il piglio di farvi la guerra come piaceva a voi due. Che si sa dopo la guerra si deve fare la pace. E forse finirete ad amarvi come in uno dei mie film preferiti “L’amore ai tempi del colera” dove finiscono per la prima volta a letto quando hanno ottanta anni. Ma lui l’ha sempre amata, da quando avevano vent’anni. E mentre aspetti tutto questo tempo che hai davanti puoi tessere la tela come una moderna Penelope che aspetta il suo Ulisse partito per nuovi lidi femminili. Ricordandoti sempre che “camminare nella pioggia ti fa sentire più importante perché stare male è più nobile per te” perché il vero amore anche se non è del tutto corrisposto nobilita più di una storiella dove uno dei due si è senza dubbio accontentato avendo avuto paura  di trovarsi di fronte alla sua anima gemella.

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1 Comment

  1. Sabrina says

    Bellissimo articolo
    Direi eccellente nel contenuto ma anche in una sintassi che rispecchia un tipo di flashback che rievoca ricordi e sensazioni

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