Capotreno aggredita a Porto Torres, Trenitalia smentisce: solo un diverbio

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E’ successo sul treno regionale che da Porto Torres porta a Sassari, sabato mattina.

La capotreno, 55enne, stava controllando i biglietti dei passeggeri quando si è imbattuta in un gruppo di otto nigeriani sprovvisti dello stesso. I ragazzi si sono agitati, hanno iniziato ad inveirle contro e poi, non contenti, l’hanno circondata e palpeggiata.

La donna avrebbe poi raggiunto la cabina del macchinista e avvertito la polizia ferroviaria, come da protocollo. Il giorno stesso sono stati identificati gli otto uomini coinvolti, ma ad ora nessuno di loro ha a carico un provvedimento di espulsione. Di fatto la donna non ha sporto alcuna denuncia, né si è fatta visitare in ospedale.

E’ stata un  aggressione oppure soltanto un vivace diverbio?

Sebbene la donna sia stata soccorsa al convoglio di Porto Torres in stato di choc, Trenitalia ha dato una versione del tutto differente da quella della donna.

La società ha infatti affermato che si è trattato soltanto di una aggressione verbale, un diverbio. La capotreno stava controllando i biglietti quando ha raggiunto il gruppo di stranieri, molti dei quali erano sprovvisti del titolo di viaggio; alcuni si sarebbero agitati inveendo contro la donna e, in queste frasi concitate, la capotreno sarebbe stata sfiorata su un braccio o su una gamba. Nessun palpeggiamento quindi, fa presente Trenitalia riferendosi alla ricostruzione fornita dai sindacati.
Tutta la vicenda è stata quindi ridotta dalla società ad un semplice diverbio, appoggiata dal fatto che la donna non abbia ancora sporto denuncia, nonostante i referti medici di Alghero riportino un grave stress dovuto all’episodio.

Eppure le reazioni dei sindacati lasciano pochi spazi a fraintendimenti.

Il segretario della Fit-Cisl Antonio Piras ha affermato:

Ormai registriamo un episodio di violenza al giorno. Chiediamo a Protezione aziendale di Trenitalia un incontro urgente per valutare ulteriori azioni e iniziative da mettere in campo per meglio tutelare l’incolumità fisica del personale di front-line.

Dunque questo non sarebbe un caso isolato, ma una vera e propria situazione di disagio e paura in cui si trova il personale di bordo. Nonostante le continua richieste d’aiuto dei sindacati per i lavoratori, Trenitalia sembra non aver appreso la gravità della cosa.

Ovviamente il fatto che in questo episodio specifico siano stati protagonisti dei nigeriani ha subito fatto scattare la oramai scontata propaganda politica riguardo l’immigrazione. Ciò che però la politica non tratta è la reale situazione che vive il personale di bordo. Ogni giorno uomini e donne vengono sottoposti a violenze sia fisiche che verbali, non solo ad opera di immigrati: ma ciò che non porta propaganda quanto pare non merita di essere risolto.

Sara Magni

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