Cesare De Cal, invitato dalla Apple a 18 anni

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Ci sono giovani che meritano attenzione e complimenti e Cesare De Cal è uno di questi.

Al giorno d’oggi, a dispetto di quanto si creda, ci sono giovani volenterosi che si danno da fare e si tolgono anche importanti soddisfazioni. In questo ristretto club ci entra di diritto anche Cesare De Cal, di appena 18 anni.

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Cesare De Cal con Tim Cook, ad di Apple (Fonte:repubblica.it)

Il giovane studente milanese è stato invitato alla WorldWide Developers Conference di San Francesco, un evento per sviluppatori organizzato nientemeno che dalla Apple. Cesare si è meritato la partecipazione al congresso grazie allo sviluppo dell’applicazione Vita che insegna la matematica ai bambini. Con questa app ha vinto il concorso organizzato dalla famosa azienda statunitense che chiedeva di inviare due app con la tecnologia iOS. Su tale evento Apple riserva grande importanza come dimostra la presenza di Tim Cook, amministratore delegato che ha raccolto la pesante eredità di Steve Jobs riuscendo a continuare a svolgere un grande lavoro. Lo stesso Cesare ha parlato di questa grande esperienza, per lui importante sia dal punto di vista umano che professionale: “È stata una bella esperienza, ho avuto modo di scattare un selfie con Cook e di parlare con gli ingegneri della Apple e ha avuto dei consigli per la nuova versione di Vita da parte di chi ha costruito il software di programmazione”. Vita è entrata nella Top 100 delle app più scaricate in ben 18 nazioni, costituendo un grandissimo successo. Cesare ha avuto sin da piccolo la passione per la tecnologia, anche se come afferma lui stesso la svolta è stata al liceo e ha anche creato un’altra app sempre per bambini, che si chiama Sugar Minder che incoraggia i bambini dietetici a controllare il livello di glucosio nel sangue. Ci tiene a precisare che già l’anno scorso era stato selezionato per partecipare a questo evento e che spera di ritornare l’anno prossimo e magari riuscire a scambiare due parole con Tim Cook.

Infine, Cesare da un consiglio ai suoi coetanei: “Ci sono tanti ragazzi bravi ma senza passioni. Il mio consiglio è quello di trovarsi una passione e coltivarla anche da adulti. Tecnologia, sport, o qualunque altra cosa ma l’importante è fare un lavoro che piaccia”. In bocca al lupo a Cesare, che così giovane si sta togliendo grandissime soddisfazioni e speriamo che siano ancora più grandi in futuro.

Marco Bruno

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