La CGIL vuole abolire i voucher e poi li utilizza per pagare i volontari

La replica arriva immediata dal segretario regionale: non possiamo pagarli in nero

È notizia di ieri, apparsa su tutti i giornali, ma che ha reso rovente sui social l’argomento voucher. La protesta social impazza su twitter dove si evolve con il grido di dimissioni della Camusso presidente nazionale delle CGIL.

Questo argomento è già stato trattato su questo stesso giornale: cosa sono, come funzionano e perché rendono i lavoratore più uno schiavo che una persona.

Già a dicembre la CGIL aveva lanciato l’appello contro il Jobs Act che aumentava l’importo dei voucher e ne auspicava l’utilizzo per retribuire lavoratori occasionali.

Il Voucher nato nel 2003, ha visto nel corso del tempo aumentare il suo utilizzo nel mercato del lavoro italiano rendendolo pratica assai comune. Utilizzato per i giovani, i disoccupati, i lavori occasionali, il voucher è diventato uno schiavismo lavorativo legale.

voucher

http://www.cgil.it/

Come se le notizie non fossero paghe di argomenti così irrispettosi nei confronti dei lavoratoti, si aggiunge adesso la polemica contro la CGIL che pare abbia pagato alcuni suoi lavoratori, circa una cinquantina, con i voucher delle discordia. La replica è immediata. il segretario regionale Spi- cgil di Bologna, città teatro dello scandalo, si difende in un nota al Corriere di Bologna affermando che i voucher utilizzati hanno un importo che arriva ad importo massimo di 150 euro, utilizzato per poter pagare i lavoratori quasi volontari che vengono impiegati per alcuni servizi.

L’utilizzo dei voucher è stato un atto dovuto in quanto le alternative si sarebbero risolte in due scelte: non pagare i volontari per il loro lavoro, quindi essere considerati sfruttati oppure pagarli in nero. Quest’ultima alternativa sarebbe stato impossibile da attuare per un ente pubblico.

Dopo la notizia emessa proprio dalla CGIL di voler proporre un referendum che miri ad abolire la legge che prevede l’utilizzo dei voucher, si accendono i riflettori sulla pubblica amministrazione nazionale. Vero è che la questione dei voucher utilizzati dalla CGIL si ferma solo alla realtà bolognese, e le indicazioni nazionali sono proprio di non riutilizzarle, ma sembra proprio che l’utilizzo dei voucher non si arresti. Anche a Torino è stato puntato il dito contro la sindaca Chiara Appendino per aver proposto un bando comunale che utilizza lo stesso metodo di pagamento.

In attesa che la polemica si plachi attendiamo l’esito della corte costituzionale sulla possibilità di poter indire nuove elezioni per abrogare il Jobs Act e ripristinare l’articolo 18. La conferma dovrebbe arrivare l’11 gennaio 2017.

Gabriella Gozzo

 

 

Scrivi un commento

L'indirizzo email non sarà pubblicato.


*


Translate »