L’eccesso di lavoro può uccidere, lo dice la Cassazione

La Cassazione ha stabilito che il troppo lavoro può essere concausa di morte

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L’eccesso di lavoro può essere causa di morte prematura? Secondo una recente sentenza della Corte di Cassazione si.

Dopo anni di studi scientifici e ricerche, anche la Giustizia si è dovuta adeguare: il troppo lavoro può uccidere. A stabilirlo una sentenza della Cassazione resa pubblica in questi giorni. Il caso a cui fa riferimento è quello di Giuseppe Ruberto, tecnico radiologo di Nicosia, morto poco più che trentenne nel 1998.




A distanza di quasi vent’anni la famiglia si è vista riconoscere il risarcimento danni per la morte prematura di Giuseppe. La Corte, accogliendo quanto stabilito in primo grado, ha infatti condannato l’Asp di Enna a risarcire gli eredi vista la correlazione innegabile tra l’eccessivo carico di lavoro verificato nel corso di 7 anni presi in esame e il decesso del giovane.

«L’imprenditore è tenuto ad adottare nell’esercizio dell’impresa le misure che, secondo la particolarità del lavoro, l’esperienza e la tecnica, sono necessarie a tutelare l’integrità fisica e la personalità morale dei prestatori di lavoro.” Questo uno dei passaggi chiave della sentenza, come riportato da molti quotidiani locali.

A quanto pare nei confronti di Giuseppe questo non venne fatto. Anzi, lui insieme agli altri tre colleghi presenti in radiologia vennero oberati da una mole inimmaginabile di esami e costretti a dare massima disponibilità in orari notturni e nei giorni festivi, in barba a quanto stabilito dai termini contrattuali vigenti.



Lo dice la scienza e il Giappone ne è l’esempio

La correlazione tra stress lavorativo e aumento delle malattie era già stata oggetto di studi anche recenti. Secondo uno studio inglese pubblicato su The Lancet l’eccesso di lavoro ( pari a 55 ore settimanali circa) provocherebbe un aumento del rischio di infarto pari a un 33%. Secondo un altro studio, questa volta americano, lo stress lavorativo ridurrebbe notevolmente le aspettative di vita fino a 33 anni circa.

In Giappone tutti conoscono karoshi, la morte per sfinimento da lavoro. Il karoshi può stroncare il cuore o spingere al suicidio le vittime da sovraccarico lavorativo. Secondo le ultime stime sono circa 200 l’anno i lavoratori morti di karoshi, tanto da spingere il Governo a prendere delle serie contromisure soprattutto in termini di tetti imposti agli straordinari o ai periodi di fermo tra un lavoro e l’altro.

Bruna Iacopino




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