Fascismo vs democrazia: secondo “Noi con Salvini” vince il primo

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Qualche giorno fa, nella famosa cittadina di Giffoni Valle Piana (Sa), un esponente di “Noi con Salvini” ha appeso un cartello in cui elencava 5 punti forti del fascismo, comparandoli con altrettanti della democrazia: inutile dire che il primo vince e la seconda perde.

In sostanza si dice che il fascismo ha fatto grandi cose per l’Italia, e la democrazia le ha distrutte tutte: approccio originale, non c’è che dire.

L’elenco è fatto alla rinfusa, paragona cose che non sono comparabili e fra l’altro sono anche sbagliate: case popolari e pensioni esistevano già prima di Mussolini. Lui ne ha usufruito, come chi lo ha preceduto e chi è venuto dopo. Niente più, niente meno. Una volta per tutte, speriamo sia chiaro almeno questo punto!

Ovviamente si parla degli immigrati: pare che la democrazia dia 1200 euro al mese ad ognuno. La signora dev’essere particolarmente ricca, potremmo chiederle se ci può dare una mano a risanare i conti!

Al di là della lista sconclusionata, quello che turba è che un leader politico non prenda le distanze da un manifesto del genere. Le uniche reazioni che ha in casi come questo, sono di appoggio. E il signore in questione aspira a diventare Presidente del Consiglio.

Non è una questione politica di destra o sinistra, ma di rispetto per la Storia: il fascismo non ha reso grande l’Italia. Era una dittatura violenta e assassina che ha esportato violenza e morte nelle colonie. Ha negato ai cittadini italiani i diritti fondamentali, quali quello di espressione, di libertà di stampa e di parola, e l’autodeterminazione. Mi sembra accostato a tutto questo. Anche solo in un manifesto.

Visto però il soggetto in questione, non c’è da stupirsi che non lo faccia: cavalca l’ignoranza, il populismo e l’odio libero contro tutti (era partito dal sud, è passato a rom e immigrati, alla Presidentessa della Camera, per arrivare a Ong e fermarsi alla scorta di Roberto Saviano) coloro che lui ritiene non degni di rispetto. Non è per niente stupido, lui: il dubbio è su chi lo vota. Queste persone sono mine vaganti piene di odio e ignoranza, e di peggio c’è veramente poco.

Tania Carnasciali

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