Il ministro Franceschini annuncia: il G7 sulla cultura sarà a Firenze

Franceschini annuncia con un tweet che sarà a Firenze il Summit internazionale della cultura

Il ministro della Cultura Dario Franceschini ha annunciato con un tweet che il G7 della cultura sarà a Firenze.
Dopo che Taormina ha spodestato la città dei De Medici per ospitare il G7 del 2017, Firenze ha avuto la sua rivincita.

Ad annunciarlo è stato lo stesso ministro dei beni, delle attività culturali e del turismo attraverso un tweet:

“Per la prima volta nella storia del #G7 in preparazione di #Taormina il 30/31 marzo 2017 a #Firenze #G7Cultura con i ministri della Cultura.”

La cultura sarà il punto cardine di un affare internazionale e argomento di dibattito da parte dei rappresentanti più grandi Stati del mondo.
Il G7 odierno (scevro della Russia a causa delle sanzioni adottate nei suoi confronti per l’annessione delle Crimea e la guerra in Ucraina) sarà protagonista di un summit del tutto nuovo nello scenario internazionale.
Giappone, Italia, Stati Uniti, Canada, Francia, Germania e Regno Unito, discuteranno sul futuro della cultura.
Firenze, già patrimonio UNESCO, sarà il cuore di un incontro che avrà la durata di due giorni.

In questa città i sette ministri della cultura prenderanno parte per un evento il cui scopo è quello di proporre misure e strategie che riguardino la protezione del patrimonio culturale mondiale e come salvaguardarlo,  misure contro i traffici illeciti delle opere d’arte e l’utilizzo della cultura come mezzo di dialogo tra le popolazioni.

L’Italia, la Nazione con la più alta percentuale di beni considerati patrimonio dell’ umanità sul suo territorio, potrà essere orgogliosa di questa notizia accolta da tutti con grande fermento.

Lo stesso Sindaco di Firenze Dario Nardella è rimasto entusiasta. Il suo commento a freddo è arrivato sempre da Twitter dove ha scritto:

“Che bella notizia! Il G7 della Cultura si terrà a Firenze!! Non vedo l’ora che arrivi il 30 marzo 2017 😉 grazie al Governo e a @dariofrance”

La cultura, adesso trova il suo spazio in un contesto internazionale sempre più eterogeneo e sempre più interdipendente, offrendosi come mezzo di pace e di confronto tra i vari popoli in modo da supportare in modo sostenibile e pacifico l’integrazione, lo sviluppo e la crescita degli Stati.
Gabriella Gozzo

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