Guy Fawkes e la congiura delle polveri. Quando l’attentato era finalizzato ad attaccare il potere per piegarlo al volere della folla

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La folla perseguitata

Pochi giorni fa a Londra qualcuno decideva di fare un attentato alla folla come succede da qualche tempo (vedi Francia e Belgio).
Il filosofo Diego Fusaro si chiede il perché di questi attentati sulla folla anziché sui potenti! Per lui è più una “guerra alla religione” da parte di un capitalismo che riconosce solo un libero mercato e nulla più!
Proprio ora che l’Inghilterra ha deciso di uscire dall’Europa, in questo caso si destabilizzano le sicurezze dei cittadini che si trovano impauriti e sperduti nelle mani dei potenti che manipolano a proprio piacimento le masse per assecondare il loro volere.
Perché non si attacca il potere? Me lo chiedo anch’io non solo Fusaro.

Vecchi cospiratori

Sono ormai lontani i tempi in cui un certo Guy Fawkes (nato a York il 13 aprile del 1570) decise di attaccare il potere e non i cittadini insieme ad un gruppo di cospiratori che mirava a far saltare in aria re Giacomo I d’Inghilterra (già Giacomo VI di Scozia) e la Camera dei Lord (parlamento inglese).
Re Giacomo, salito al trono dopo il lungo regno di Elisabetta I, aveva tradito le aspettative dei cattolici (visto che Giacomo era figlio di Maria Stuart, la sanguinaria, regina cattolica osteggiata da Elisabetta).
L’attentato fu denominato “congiura delle poveri” (1605) e mirava a eliminare chi era al potere perché il governo non era giunto ad una politica di tolleranza nei confronti dei cattolici. I cattolici venivano perseguitati in una Inghilterra anglicana dove mal si sopportava la religione cattolica legata al potere papale di Roma con il quale Enrico VIII venne in contrasto creando uno scisma con la suddetta religione.
Guy Fawkes ricordato come figura più famosa tra i tredici cospiratori, fu denigrato fino a metà dell’Ottocento quando uno scrittore e giornalista inglese, William Harrison Ainsworth, lo ricordò in uno suo libro chiamato proprio “Guy Fawkes”. Da allora Fawkes viene preso ad esempio come simbolo di ribellione.
Una ribellione risolutiva atta ad eliminare la fonte delle sofferenze dei cittadini.

Guy Fawkes vive ancora oggi nella mente di chi vuole ribaltare il potere

Compare nel film V per vendetta attraverso la maschera che il protagonista indossa.
In una Inghilterra dove regnava un potere totalitario, dove tutte le mosse dei cittadini erano spiate (in modo orwelliano) V auspicava la libertà e per farlo doveva minare il potere centrale. Il fine ultimo era far saltare in aria la sede del primo ministro.
Guy Fawkes e V volevano distruggere il potere senza recar danno ai cittadini. Il loro traguardo era liberarli dalla manipolazione di chi comandava.
Come gli odierni anarchici che si rifanno alla figura storica di Guy. Se poi recano danno ai cittadini indirettamente per effetto del caos che subentra al potere totalitario in auge, è un altro discorso.
La cosa più importante che fa pensare è che questi personaggi volevano proteggere i cittadini e non colpirli come succede oggi. Ed è strano perché anche se la massa viene manipolata e non riesce a risvegliarsi, gli attentatori dovrebbero mirare al potere centrale come voleva fare Guy Fawkes.

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2 Comments

  1. Vincent Cimellato says

    “Il filosofo Diego Fusaro si chiede il perché di questi attentati sulla folla anziché sui potenti! 
    Perché non si attacca il potere? Me lo chiedo anch’io non solo Fusaro. “
    Perchè è più facile rubare un camion e fare strage di civili che guardano i fuochi d’artificio che fare un attentato ad un presidente o capo del governo ?
    Non credo che ci voglia il genio strategico di Sun Tzu per comprendere una simile strategia, ma del resto si sa che chi filosofeggia spesso mal digerisce banali questioni tattiche.
    Uccidere chi ‘comanda’ era certamente più semplice ai tempi di Guy Fawkes, non certo oggi dove per eseguire un attentato è necessario un lavoro d’intelligence, che sino ad oggi il terrorismo islamico ha dimostrato di non avere, almeno ad alto livello.
    Inoltre la funzione ‘base’ del terrorismo è proprio quella di ‘terrorizzare’, e questo risultato si ottiene facilmente colpendo la vita di tutti i giorni.
    Infine secondo lei quanto sarebbero impauriti gli italiani nel caso di una bomba in parlamento ?
    O forse sarebbero meglio chiedersi quanti la sera sarebbero ancora sobri ?

    1. Ultima Voce says

      La sezione commenti serve per esprimere i propri pareri, che accettiamo e consideriamo validi per ogni tipo di riflessione. Questo, vale anche per il suo. A presto.

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