Locri: Scritte sui muri contro Don Ciotti in occasione della Giornata delle vittime della mafia.

Sui muri dell'arcivescovado in mattinata due scritte contro Don Ciotti.

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Doveva essere un appuntamento importante il 21 marzo. Si celebra infatti in questa la Giornata delle vittime della mafia. Locri da diversi giorni è infatti meta di giovani, meno giovani e rappresentanti delle istituzioni. Tutti insieme per ricordare e celebrare quanti con la loro vita rappresentano la vera antimafia. Ieri è stato il giorno del Presidente Mattarella. Lui che ha vissuto in prima persona l’assassinio del fratello, non è voluto mancare a quest’appuntamento così significativo. Oggi però un episodio altrettanto significativo. Due scritte a favore della mafia ed in particolare contro Don Ciotti. Dura condanna, ma forte l’impatto emotivo per l’accaduto.

Locri per le vittime della mafia

 Un appuntamento che Libera e Don Ciotti preparavano da tempo. Le scuole e i giovani veri protagonisti anche nella fase di preparazione. I familiari delle vittime infatti hanno dialogato durante queste settimane con centinaia di studenti e docenti. Il loro scopo quello di raccontare esperienze ed emozioni particolarmente dolorose e dimostrare che tutti insieme è possibile ripartire.

 Una grande festa quindi che domani vedrà il clou con la lettura dei nomi delle 950 vittime della mafia. Proprio domani saranno presenti il Presidente del Senato, Pietro Grasso e Andrea Orlando, ministro della giustizia. Poi grande e partecipata marcia che si snoderà tra le vie di Locri.

 Tutto pronto insomma se non fosse che stamane compaiono due scritte.

Più lavoro meno sbirri

 Le scritte in questione vengono trovate sui muri dell’arcivescovado. Un luogo simbolo dove infatti sarà ospitato Don Luigi Ciotti.

Più lavoro e meno sbirri” e “Don Ciotti sbirro” sono i messaggi lasciati da qualche Innominato.

 Sia il Vescovo sia il sindaco della cittadina calabrese hanno cercato subito di far rientrare il tutto. Il primo, monsignor Francesco Oliva, concentrandosi sulla necessità di lavoro pulito per queste terre e sul grande impegno che Don Luigi e Libera stanno svolgendo contro ogni tipo di mafia.

 Il sindaco invece ha fatto intervenire tempestivamente gli operai comunali per cancellare i messaggi. Ma ha lanciato inoltre quelli che potremmo definire veri e propri hastag.

 “Meglio sbirri che ‘ndraghetisti” e “Orgogliosamente sbirri per il cambiamento”.

Le indagini

 Subito partite le indagini per scovare gli eventuali responsabili. Sembrerebbe che in mano ai carabinieri ci siano anche le immagini di una telecamera.

 Primo obiettivo cercare di capire se c’è un mandante e poi quale sia la loro intrinseca ragione.

 Per Don Luigi che firma insieme a Libera un comunicato, la comparsa delle scritte è la testimonianza che l’impegno concreto infastidisce e quindi paga.

 Unanime la solidarietà espressa per questi fatti a partire dal Premier, per continuare con la Presidente della Commissione parlamentare antimafia, per finire a tutta quella gente che non solo il 21 marzo, ma 365 giorni all’anno lavora contro ogni mafia.

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