Mobile Gaming: potrà mai sostituire il consolidato Gaming Moderno?

"Ehi, ma questo cellulare ha i giochi sopra?"

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Da quando i primi Smartphone e Tablet hanno cominciato in modo trionfale a calcare la scena nel freddo e vasto mondo della tecnologia, molti consumatori si sono ritrovati presto spiazzati dalle capacità di questi piccoli gioiellini. Non sono computer, eppure lo sembrano! Allora, come fanno a fare quello che può fare un computer? E soprattutto, “ci si può giocare? Questa è la domanda che saltò alla mente di molti bambini, ragazzini e ragazzi appassionati al mondo dei videogiochi. Se prima il miglior gioco possibile su un cellulare poteva essere “Snake”, è possibile che si faccia il passo successivo e si crei, finalmente, un gioco come si deve da portare ovunque? Il Mobile Gaming moderno cominciò, quindi, a farsi strada nel 2008 grazie al primo App Store della Apple, contando un più che modesto quantitativo di giochi e funzionalità inedite nell’espressione e nella potenzialità offerta.
I cellulari, oggi, sono alla portata di tutti, un po’ come i computer: con poche centinaia di euro è possibile portarsi a casa un gioiellino capace di offrire il mondo a grandi e piccini.
Il Mobile Gaming fa proprio questo: offre qualcosa che non ha mai offerto a coloro che, in metro, in treno, nel bagno o durante un momento tranquillo di una indaffarata giornata, vogliono staccare la spina. Il Mobile gaming, in un certo senso, è il “posto felice” di chi è continuamente sommerso di impegni, un’isoletta abbandonata perfetta per non pensare a nulla per qualche minuto, grazie alla rigiocabilità elevata di micro-giochi atti a divertire per qualche minuto e a, letteralmente, “ricaricarsi” di risorse nel tempo in cui l’utente non gioca. I giochi di questa tipologia sono tantissimi, tra cui il famosissimo “Candy Crush Saga” con tutte le sue varianti. Nei puzzle game rientrano anche i giochi della Rovio, i famosi giochi della linea di “Angry Birds”, che non richiedono un quantitativo di energia, ma che offrono un gameplay (stile di gioco) costante e mai troppo differente dai primi livelli. Basti pensare che l’importante è lanciare i volatili imbronciati sui grugni dei maiali e tutto andrà bene.

E poi ci sono i giochi un po’ più grandi, quelli che a volte rasentano il plagio. Sono quei giochi che si basano su prodotti già molto famosi, come ad esempio i MOBA (trovate il significato delle abbreviazioni nei videogiochi qui), e ne lucrano sfruttando meccaniche e personaggi analoghi a quelli già creati in passato. Un esempio è “Mobile Legends”, che mescola personaggi fuoriusciti da “League of Legends” (qui la storia del gioco) con meccaniche ultrasemplificate, per rendere il gioco appetibile a chiunque ed apprezzabile anche dai più piccoli, nella prospettiva di sfruttare le microtransazioni per comprare, proprio come in LoL, aspetti dei personaggi e personaggi stessi.




“Super Mario Run” è stato il primo gioco di Mario ufficialmente rilasciato da Nintendo. Da: thestar.com 

Nel Mobile Gaming, però, è giusto sempre ricordare i generi più famosi, come gli “Endless Runner” (giochi in cui il personaggio corre all’infinito o in livelli prestabiliti senza un vero controllo da parte del giocatore, tralasciando solo i salti e alcune mosse in particolare) e i giochi di ruolo basati su carte o giochi gestionali. Quelli più famosi sono “Hearthstone” della Blizzard (arrivato solo da qualche anno, inizialmente era disponibile solo su PC), “Fire Emblem Heroes”“Clash of Clans” e, tra gli Endless Runner, “Super Mario RUN” e “Sonic Dash”.

Si può notare, quindi, come anche i più famosi brand di videogiochi riescano ad usufruire dell’enorme mercato che da ormai quasi 10 anni si sta sviluppando nei mercati di tutti gli smartphone. Personaggi come Mario e Sonic hanno trovato una nuova identità strizzando l’occhio al vecchio ma continuando per la strada del nuovo. Il Mobile Gaming, e quindi la sua strada verso una giocabilità alternativa, seguono la standardizzazione di concetti e strutture già viste in altri giochi. A questo punto, la domanda sorge spontanea: può il Mobile Gaming sostituire, almeno momentaneamente, il gaming moderno?

Si e no: è difficile trovare un sostituto di alcune delle esperienze più singolari ed uniche che un videogiocatore può fare davanti ad un computer o su un divano. E’ giusto, però, dire che in assenza di altre possibilità sia più che giusto sfruttare alcuni di questi prodotti per passare qualche tempo e farsi qualche risata. Anche il gioco più stupido e mal programmato può sempre offrire un momento di divertimento, da soli o in compagnia, o può addirittura diventare talmente tanto virale (“Pokémon GO”) da fare un enorme “boom” nella sola prima settimana di uscita. 

Alla fin fine, il Mobile Gaming non è molto diverso dal Gaming normale: i generi sono solamente indirizzati ad un target più ampio e meno selettivo, e i videogiochi sono un po’ come ai tempi andati, corti e atti a divertire, perlomeno quando non hanno troppe microtransazioni.

Graziano Ferilli

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