Naughty Dog: da compagnia indipendente a produttrice di prima parte Sony

La storia di una delle compagnie più cangianti della storia dei videogiochi.

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Naughty Dog: il nome di una compagnia che, nonostante l’espressività singolare, offre dei contenuti unici, che hanno a modo loro cambiato il gaming moderno giocando sullo stesso livello di tante altre compagnie. Bravura, o solo fortuna? Purtroppo non sta a noi, oggi, stabilirlo, ma si può sicuramente vedere come ha fatto ad arrivare dov’è oggi, in una delle posizioni più invidiate del mondo videoludico: produttrice “First party” (o di prima parte) della Sony e della sua Playstation.

Naughty Dog
Il primo, storico logo Naughty Dog. Da: mobygames.com

Nata nel 1984 a Santa Monica dalle menti di Jason Rubin ed Andy Gavin, ed inizialmente chiamata “Jam Software” (cambiò poi nome nell’89), Naughty Dog si è vista muovere i primi passi nel mondo dei videogiochi con titoli semplici ed immediati, come ad esempio il loro primo gioco, chiamato “Ski Crazed” (o Ski Stud), che come da titolo è un gioco di Sci, “Dream Zone”, un’avventura grafica per Apple IIGS (poi importata su Atari ST e PC), per poi andare al loro primo, vero videogioco: “Keef the Thief”. Dopo una breve produzione per 3DO con il titolo “Way of the Warrior”, Naughty Dog è passata alla produzione su Playstation con la sua prima mascotte, atta a contrastare le figure già imponenti di Sonic e Mario. Crash Bandicoot è così nato, ed è in pochissimo tempo diventato un titolo giocato ed apprezzato ancora ai giorni d’oggi. 
Col passare del tempo, Crash Bandicoot però è stato forzatamente abbandonato: appartenendo in gran parte alla Universal, Naughty Dog si vide costretta ad abbandonare il marsupiale a causa di un contratto, che portava alla compagnia la possibilità di fare solo 3 giochi (anche se di prodotti originali Naughty Dog ve ne furono ben 4, dato che gli sviluppatori lavorarono fin dai tempi di Crash Bandicoot 2 su Crash Team Racing”, il gioco di corse di Crash su Playstation 1.) Dopo l’abbandono di Crash nel ’99, Naughty Dog cominciò a lavorare sul proprio brand, dato che ormai era diventata una compagnia abbastanza forte da poter sostenere la produzione di un gioco senza dover sottostare a particolari contratti.

Fu così che, nel 2001, “Jak and Daxter: The Precursor Legacy” fu rilasciato al mondo come uno dei primi titoli Open World per PS2 senza caricamenti, e fu lì che la compagnia si ritrovò ad un fatidico bivio: continuare per la strada dei platform basati su Mascotte, o cambiare completamente registro? 
Si optò per la seconda opzione, prendendo spunto a piene mani dalla sua compagnia gemella “Insomniac Games”, che in quel periodo lavorava su un nuovo titolo chiamato “Ratchet & Clank”.
Jak and Daxter e Ratchet & Clank hanno molte cose in comune, soprattutto la struttura del gameplay, che si concentra su una versione inedita del platform classico, più concentrato sullo sparare e saltare, che sul semplice superamento di livelli. Stavolta, il raccoglimento dei collezionabili era più difficile, e si nota l’aumento repentino di difficoltà in Jak II, che cambia radicalmente rispetto al primo, andando più sulla strada dei Ratchet & Clank.




Uncharted
I 3 capitoli di Uncharted su PS3. Da: playstation.com

Dopo il rilascio di Jak III e di Jak X: Combat Racing, Rubin e Gavin lasciarono gradualmente la Naughty Dog. Fu da questo momento in poi che la compagnia si ritrovò senza delle vere e proprie linee guida, e decise, per una terza volta, di cambiare completamente registro. Fu nel 2007 che Naughty Dog produsse un nuovo brand, chiamato “Uncharted”, che si allontanava moltissimo dai precedenti titoli, optando per un approccio più realistico e sfruttando quanto più possibile delle potenzialità della Playstation 3, che allora era uscita da pochissimo. “Drake’s Fortune”, il primo della trilogia, ricevette ottimi feedback, e vendette quasi 17 milioni di copie, contate fino all’Aprile del 2012.
Uncharted fu una miniera d’oro per la compagnia: contando ben tre capitoli, nel 2013 si vide accompagnato da una nuova serie, chiamata “The Last of Us”, che sfruttava ogni grammo di potenza della Playstation 3, e concentrava il setting su un twist simile a “The Walking Dead”, un futuro apocalittico pieno zeppo di zombie e lezioni morali da imparare tramite le interazioni tra i personaggi, sempre più vere e sempre più reali. 

Nel 2016, Uncharted vide il suo quarto capitolo, un finale in cui si conclude la storia del protagonista Nathan Drake. E arriviamo ai giorni nostri, in cui ritroviamo un recentissimo annuncio di dimissioni del presidente storico Christophe Balestra (che salì alla posizione di presidente dopo Rubin e Gavin). Dallo scorso 3 Aprile, Evan Wells è diventato presidente Naughty Dog.
Non c’è dubbio: Naughty Dog è un’azienda in grado di sperimentare, senza cadere nell’errore grossolano o nella ultra-semplificazione dei giochi odierni. Naughty Dog è oggi sinonimo di qualità, per ogni videogiocatore, grazie alle sue produzioni sempre diverse e sempre innovative, nonostante l’utilizzo di idee già viste in tanti altri titoli. 

Graziano Ferilli

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