Platinum Games: la casa produttrice nata dalle ceneri del Clover Studio

Dalle stalle alle stelle grazie ad una separazione da Capcom

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Al giorno d’oggi, moltissime sono le case produttrici dei videogiochi più di tendenza, ma è inutile nasconderlo: altrettante sono sparite per bancarotte o giochi semplicemente poco interessanti. Sotto questo triste “Martello di Thor” sono ricadute compagnie conosciute un po’ da tutti, come la THQ o il Clover Studio. Sono tutte, però, case produttrici di giochi molto di nicchia, e non c’è molto da fare se non riescono ad attrarre abbastanza gente. Tra tutte, però, alcune spuntano, e riescono a farsi strada a forza tra giochi “Tripla A” e case che cercano di arraffare quanti più soldi possibili in quanto meno tempo possibile. Ecco che sorge nel 2006 Platinum Games, compagnia nata dalle menti di Shinji Mikami, Atsushi Inaba e Hideki Kamiya, precedenti membri del Clover Studio e quindi Capcom.  Clover Studio è molto conosciuto tra i videogiocatori più ricercati ed accaniti proprio grazie a titoli come “Viewtiful Joe”, “Okami”, o “God Hand”

In cosa si caratterizza la nuova Platinum Games? Prevalentemente in una schiera piuttosto folta di giochi dal carattere di picchiaduro, completamente sopra le righe e contro ogni regola del “socialmente accettabile”. Per fare alcuni esempi, partendo da titoli più embrionali come “MadWorld” per Wii, andando poi per “Bayonetta” o “Vanquish”, è chiaro come sia costante il desiderio di creare qualcosa di unico, che nonostante il cattivo gusto, venga ricordato per ciò che è, un ottimo gioco sotto tutti i punti di vista. Platinum Games riesce a portare ogni volta qualcosa di nuovo, ad esempio, in “MadWorld” la caratteristica del gioco sta nel fatto che tutto è in bianco e nero… e rosso. 




Oppure, in “Bayonetta” comandiamo una strega di Umbra col potere di controllare i propri capelli e creare creature demoniache à la “Devil May Cry”, ricalcando moltissimo lo stile di quest’ultimo. E’ chiaro come le menti creatrici della ditta siano quelle che hanno lavorato ad altri titoli ben più famosi (l’esempio di Devil May Cry viene appoggiato dal fatto che Shinji Mikami sia stato uno dei produttori di punta della serie).

Metal Gear Rising segue la linea temporale originale dei Metal Gear, ma viene considerato Spin Off. Da: gamespot.com

Altri giochi, invece, riescono a portare una ventata di aria fresca in serie un po’ invecchiate, come ad esempio il buon “Metal Gear Rising”, seguito diretto di “Metal Gear Solid 4” nato dalle ceneri del vecchio “Metal Gear Solid: Rising di Kojima Productions con protagonista il ragazzo Raiden, in un gioco più improntato sull’affettare tutto ciò che si ha davanti, più che sullo stealth, senza snaturarne troppo l’universo, ma appoggiandosi ad esso per creare un seguito fattibile della storia. Negli anni, inoltre, Platinum Games ha anche espresso il desiderio di produrre un gioco basato sulla serie di “Berserk” o su “Kill la Kill”, due anime/manga piuttosto popolari nel panorama mondiale degli ultimi anni. Di questi tempi, però, non si hanno effettive informazioni sulla produzione di uno di questi due.

Insomma, Platinum Games porta sempre qualcosa di nuovo in tavola: con uno stile tipicamente giapponese ed un umorismo particolare e non troppo ricercato, che si concentra quasi del tutto sulla demenzialità delle situazioni, più che dei personaggi, riesce a convincere e a rendere l’esperienza di gioco sempre diversa e variegata, grazie anche ad un’enorme quantità di contenuti aggiuntivi ed una difficoltà di base relativamente alta, che va pian piano diminuendo in favore dell’apprendimento dei comandi di gioco.

E’ una compagnia che, dalla piccola nicchia di cui faceva parte, è riuscita a trovare il metodo per creare giochi particolari ed innovativi, non senza degli alti e bassi (“Star Fox Zero” su Wii U è stato un titolo piuttosto altalenante per la casa produttrice, così come il titolo altamente convincente “Scalebound” per Xbox One, purtroppo cancellato ad inizio 2017), ma nonostante tutto costante nel proprio lavoro e nella qualità dei titoli che sforna ogni due o tre anni. Ed ora, il suo futuro sembra sempre più roseo, grazie al convincente Nier: Automata.

Graziano Ferilli

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