Protagonista: fonte ed icona storica di divertimento videoludico

Il cambiamento radicale delle icone portanti dei videogiochi negli anni

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Il protagonista di un gioco è spesso per i videogiocatori una grande fonte di affezione al titolo di cui fa parte, dato che riesce ad offrire al titolo una impronta personale ed unica. Ma storicamente sono sempre stati uguali a come li conosciamo oggi?

All’inizio degli anni ’80 il mercato videoludico era, come ben si sa, piuttosto acerbo: tante erano le possibilità di strutturare un gioco, tantissima la fantasia e innovative erano le consoles che venivano sfornate ogni giorno. Ai tempi dell’ Atari 2600 non v’erano molti pensieri nello strutturare un protagonista: si andava da una semplice navicella spaziale, ad alieni, a un dischetto tagliato in un angolo acuto (Pacman), e perfino ad una semplice pallina con le zampe ed una boccuccia (QBert). Erano prevalentemente personaggi semplici e sviluppati in poco tempo per essere idonei all’ambiente in cui erano ubicati.

Procedendo negli anni 90 e con l’avvento del NES, un’enorme ventata di freschezza portò nei videogiocatori la possibilità di immedesimarsi in qualcosa di più umano e apprezzabile da vedere: il Jumpman delle sale giochi diventò finalmente Mario, e giochi comeMegaman si svilupparono e si concentrarono su uno stile di gioco che portava il videogiocatore a sbagliare e a riprovare per andare avanti nei livelli (trial and error), che erano generalmente piuttosto difficili.

Fu il tempo delle mascottes: molti seguirono le orme di Super Mario e pensarono a un modo per combatterlo e fargli da concorrenza. Nacquero quindi il famoso Sonic, che andò sostituendo Alex Kidd, e alcuni anni dopo anche la famosa figura Sony degli anni 90 Crash Bandicoot, che andando sulla falsariga di Sonic, fu sviluppato come un marsupiale poco conosciuto dal colore apprezzabile ed unico per l’ambiente in cui era inserito. E tutto questo senza lasciare indietro le mascottes meno conosciute come Bubsy the Bobcat, “Croc, Kirby, Samus Aran (da Metroid), Captain Falcon (da F-Zero) e Fox McCloud (da Starfox).




I personaggi protagonisti degli anni 90 erano prevalentemente apprezzabili e carini da vedere, erano stati pensati per essere degli animali semplici e dai colori vivaci per catturare l’attenzione dei bambini e strutturarci intorno un gioco platform (di piattaforme, tipo Mario, in cui si salta da una parte all’altra per raggiungere la fine del livello) abbastanza apprezzabile da farne un seguito, o parlando delle ultime 2 menzionate, strutturandoci attorno dei giochi di corsa o sparatutto. La varietà era tanta, e tutti i personaggi, solitamente piuttosto silenti (a parte Bubsy e Fox), avevano una caratteristica comune: erano dei “gusci vuoti”, atti a far immedesimare il giocatore e nient’altro.

Rabbia protagonista
Anche Link è stato costruito per provare forti emozioni, nonostante la sua natura da personaggio silente.
Da: zeldainformer.com

Tale situazione la si ritrova anche ai giorni nostri in giochi come Zelda, in cui il protagonista Link viene reso silente per fare in modo di poter capire i suoi sentimenti quando importa, e per poter comprendere il perché di fare azioni analoghe alle sue durante i momenti più concitati della storia.

Al giorno d’oggi, i protagonisti dei videogiochi ricordano molto dei personaggi provenienti da film: per rendere un confronto, la Naughty Dog ha creato un personaggio come Nathan Drake per renderlo apprezzabile e abbastanza vuoto da potercisi immedesimare, ma contemporaneamente abbastanza pieno di sentimenti e caratteristiche uniche da poter essere un personaggio apprezzabile “da film”. E’ netto il contrasto con il suo “fratello più grande” Crash, che fu creato puramente per essere un concorrente a Sonic e Mario, e per far provare al giocatore un sentimento di felicità e completezza quando si riuscivano a risolvere delle situazioni più difficili.

Crash e Nathan Drake si differenziano per questo motivo: sono due personaggi molto diversi, ma uguali in alcuni intenti e caratteristiche, che ricordano sempre che, alla fine, si tratta sempre di un videogioco, in cui la cosa più importante è far divertire chi lo gioca.

Fonte immagine in evidenza: wallpapersafari.com

Graziano Ferilli

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