RADAR: Google finanzia un bot da 30.000 articoli al mese

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Google ha finanziato la creazione di RADAR, un bot in grado di scrivere una quantità elevatissima di articoli al mese. Ad usufruire del finanziamento saranno la Press Association (PA) – agenzia di stampa che opera nel Regno Unito e in Irlanda – e Urbs Media – start-up specializzata nella creazione di notizie a partire da dati pubblici.

Fonte: pressassociation.com

Digital News Initiative (DNI) Innovation Fund

Il DNI è un’iniziativa di Google che coinvolge gli editori europei. Questa partnership è iniziata nel 2015 e ha recentemente concluso la fase di finanziamento. Il DNI ha l’obiettivo di supportare il giornalismo digitale di alta qualità attraverso l’automazione e l’innovazione. Il fondo ammontava a 150 milioni di euro. Il finanziamento assegnato a PA e Urbs Media ammonta a 622.000 sterline (706.000 euro; 805.000 dollari).

Ecco RADAR

Il bot prende il nome di “Reporters and Data and Robots” (RADAR). Questo bot si servirà di un software in grado di generare linguaggio naturale (Natural Language Generator; NGL) per scrivere gli articoli, creando schemi di storie dettagliate su svariati argomenti, quali cronaca nera, sanità e occupazione. Inoltre, RADAR sarà in grado di realizzare in autonomia grafici e video. In media, RADAR scriverà 30.000 articoli al mese. Gli articoli scritti dal bot non verranno pubblicati esclusivamente dagli organi di stampa locali, ma anche da editori indipendenti quali media locali o blogger. RADAR verrà lanciato nel 2018.



Quali dati verranno utilizzati?

RADAR attingerà da set di dati pubblicamente consultabili. Questi set saranno scelti da un team composto da cinque giornalisti umani appositamente selezionati per questo ruolo, che dovranno identificare, creare gli schemi degli articoli e revisionare questi racconti basati sui dati. Nello specifico, i set di dati verranno ricavati da fonti quali dipartimenti governativi, autorità locali, unità sanitarie locali (NHS Trust) e altro ancora. Inoltre, i fondi di Google verranno utilizzati anche per creare strumenti per database in grado di raccogliere e combinare differenti set di dati.

Fonte: urbsmedia.com

Luddismo o preoccupazione legittima?

Come cambierà il giornalismo e i giornalisti con l’avvento (probabilmente inevitabile) dei bot? Ovviamente l’editore capo di PA, Peter Clifton, sostiene che strumenti come RADAR possono solo giovare agli organi di stampa sempre più pressati da un punto di vista commerciale, fornendo un servizio con un rapporto costo-efficacia innegabile. Clifton ritiene anche che i giornalisti rimarranno delle figure essenziali, ma sottolinea che RADAR permetterà di gestire un volume di notizie altrimenti impossibile da scrivere per un essere umano. Anche secondo Neil Thurman, docente alla City, University of London, i giornalisti non verranno rimpiazzati dai bot. Thurman spiega in un’intervista alla BBC che non è possibile coprire adeguatamente le notizie locali per un bot, perché il lavoro del giornalista è fatto di investigazione, politica, relazioni, di capire chi ha detto cosa a chi, tutti elementi difficilmente reperibili dai database. Un bot non può realizzare un’analisi di un accaduto.



Uno sguardo al futuro

Ancora una volta torna prepotentemente alla ribalta l’annosa questione delle IA che sostituiscono gli esseri umani in sempre più lavori. Questa volta è il giornalismo digitale a essere preda dell’inarrestabile evoluzione tecnologica. I timori su ciò che può causare una sempre maggiore diffusione delle IA è stato oggetto delle riflessioni di importanti figure dell’industria della tecnologia: abbiamo visto cosa ne pensano Elon Musk e Jack Ma. Forse non possiamo sapere con esattezza cosa accadrà in futuro, ma una certezza ve la posso dare: questo articolo non è stato scritto da un bot…o forse sì?

Davide Camarda

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