Russia 2018: anche il Fronte di Sinistra cercherà di sconfiggere Putin

Non solo il nazionalista Putin o, forse, il liberale Navalny, alle prossime elezioni presidenziali russe potrebbero presentarsi anche i socialdemocratici del Fronte di Sinistra.

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Il 2018 sarà un anno elettorale non solo per l’Italia e il Brasile, ma anche per la Russia, dove si svolgeranno le presidenziali. In quest’ambito, la candidatura di Vladimir Putin è praticamente certa, mentre lo è molto meno quella del suo oppositore liberale Alexey Navalny. Ma oltre a questi due leader, si sta muovendo anche il Fronte di Sinistra, che deve però scegliere ancora piattaforma e leader.

Il Fronte di Sinistra a una manifestazione del 2012.

Il Fronte di Sinistra è un raggruppamento di partiti e forze extraparlamentari d’ispirazione marxista che punta a instaurare nel Paese il socialismo.

Un’ideologia tendenzialmente anticapitalista, dunque, che non vuole però ritornare al sistema sovietico, ma che – almeno in attesa di poter aspirare a proposte più radicali – mira soprattutto a un’economia basata sul modello scandinavo, dove lo Stato ha un ruolo importante ma non totalitario.

Con il Fronte di Sinistra ci troviamo dunque di fronte a un movimento (momentaneamente) socialdemocratico e che per questo alle prossime elezioni potrebbe essere la vera alternativa tanto alla destra nazionalista e liberista di Putin quanto al liberismo filo-occidentale di Navalny o di un suo eventuale sostituto.

Ma per riuscire a presentarsi alle presidenziali e avere qualche possibilità di successo, il Fronte di Sinistra dovrà pensare bene alla propria piattaforma e al proprio candidato. Una serie di questioni delle quali hanno parlato venerdì 11 agosto le due figure di spicco del movimento: Sergey Uldazov e Leonid Razvozzaez.

Recentemente usciti dal carcere dove sono stati chiusi per quattro e anni e mezzo per aver organizzato le manifestazioni del 2012 contro i brogli elettorali del governo, i due hanno organizzato a Mosca l’11 agosto scorso una conferenza stampa nella quale hanno illustrato le loro idee sul prossimo futuro, idee che hanno ribadito anche in due interviste rilasciate a Il manifesto.




Uldazov e Razvozzaez hanno spiegato che i loro obiettivi politici sono per ora socialdemocratici e che per raggiungerli puntano, da un lato, a rafforzare i partiti della sinistra extraparlamentare e i sindacati, mentre dall’altro a dialogare con le forze di sinistra attualmente presenti nella Duma: il Partito Comunista e Russia Giusta.

Due forze con le quali si potrebbe creare una convergenza programmatica e presentarsi con un candidato unico alle prossime elezioni. Tutti obiettivi raggiungibili, poiché sia il Fronte di Sinistra che gli altri due raggruppamenti sono di natura socialdemocratica: i Comunisti non sono più per l’Unione Sovietica e Russia Giusta fa parte dell’Internazionale Socialista. E, in ogni caso, la crescente forza della sinistra in occidente (da Sanders a Cobyn, da Podemos a Mélenchon) non fa che incoraggiare tale progetto.

E per quanto riguarda il candidato, si punta su una persona giovane e fresca, ma che comunque non potrà essere Uldazov – nonostante i suoi quarant’anni -, in quanto ha perso i diritti politici.

In ogni caso, gli ultimi sondaggi dicono che il Presidente uscente Vladimir Putin è ancora praticamente imbattibile: alcuni lo danno al 48%, altri addirittura tra il 60 e il 65 per cento dei consensi.

 

Juri Saitta

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