Ryanair: gli incentivi che rilanciano la compagnia irlandese

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Bisogna puntare sul cavallo vincente, anche a danno del proprio.

La compagnia low cost Ryanair ha rivoluzionato il modo di viaggiare, di intendere il classico viaggio in aereo, allargando un importante servizio di trasporto alla collettività grazie ai suoi prezzi stracciati. Ha avuto il merito di mobilitare quelle fasce, soprattutto giovanili, che hanno sempre covato la voglia di viaggiare, di conoscere il mondo, non dovendo infrangere il salvadanaio. Ma tra i meriti più riconosciuti c’è quello di tenere costantemente gli aeroporti italiani occupati. E mentre Alitalia è in caduta libera, gli accordi comarketing sono in aumento con Ryanair e altre importanti compagnie low cost.

Molte regioni, spesso rilevanti azionisti degli aeroporti, sono consapevoli e favorevoli a una politica espansiva, di supporto, verso i low cost, soprattutto perché permettono di ravvivare quel settore fondamentale che è il turismo; L’Italia vive di turismo. Semplice: se si viaggia poco, pochi incassi.

Si stima che Ryanair riceverebbe intorno a 100 milioni di euro all’anno da parte di alcuni aeroporti italiani. Alitalia accusa gli aeroporti, in quanto assiste a una situazione discriminatoria nei suoi confronti e a una scarsa trasparenza; gli accordi vengono soprattutto celati con il pretesto di segreti industriali. Gli “aiutini” consisterebbero in: pagamento di canoni molto bassi, valore Handling aumentati e contributi marketing maggiori. Nel frattempo ad Alitalia tocca chiudere rotte, dopo anni di tentativi di intesa con gli enti locali, mentre Ryanair prolifera, allarga il proprio dominio aprendo nuove rotte, in Italia e all’estero. Inoltre la compagnia inizia a migliorare e introdurre nuovi servizi che non si basano più soltanto al mero trasporto del passeggero, e il prezzo rimane sempre basso, abbordabile.

Gli incentivi non provengono soltanto dall’Italia, ma da una parte consistente di paesi europei. La motivazione è sempre la stessa: il turismo. Alberghi, musei, concerti, ristorazione, sono i primi a goderne. Le compagnie nazionali non è che siano entusiaste, però bisogna riconoscere che cercano di affrontare con coraggio la concorrenza, puntando sulla classe Business, sulla qualità del viaggio, sulle tratte a medio e lungo raggio. Alitalia, purtroppo, è l’eccezione, perché fa acqua da tutte le parti.

L’europa vuole vederci chiaro, il sospetto di intese restrittive alla concorrenza è molto forte. Già quattro anni fa Ryanair è stata condannata dalla commissione europea a restituire parte degli aiuti ricevuti dall’aeroporto di Charleroi (Belgio) e da quello di Bratislava (Slovacchia). La commissione resta vigile.

Giorgio Compagno

 

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