Splatoon 2: cosa aspettarsi dal seguito di uno dei più nuovi brand Nintendo

Il seguito del nuovo titolo Nintendo approda su Switch in un Test Fire tutto da scoprire

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Uno dei brand più in voga del panorama Nintendo degli ultimi anni è sicuramente Splatoon, titolo sviluppato nel 2015 per Wii U, nel tentativo di migliorare le vendite della console e creare qualcosa di fresco ed appetibile ad un pubblico più variegato. A distanza di quasi due anni (il 28 maggio spegnerà due candeline), Nintendo ha annunciato e ha reso disponibile un “Test fire” del suo seguito, Splatoon 2. Ma cosa rendeva particolare il primo titolo, tanto da farne uscire un altro?

C’è da dire che Splatoon sia il primo, effettivo sparatutto in terza persona di prima parte Nintendo. A differenza del tipico sparatutto, però, questo riesce a percorrere una strada alternativa grazie all’impostazione particolare di un gioco incentrato su una serie di obbiettivi ben diversi da quelli a cui siamo stati abituati dai più famosi giochi dello stesso genere, e si è riuscita ad aggiungere una discreta modalità a giocatore singolo offline, prevalentemente incentrata sulla completa comprensione dei comandi, dell’equipaggiamento di base, e della comprensione dell’arma più adatta a noi come giocatori. In sostanza, Splatoon è riuscito a fare degli sparatutto quello che riuscì, nel lontano ’97, a fare l’encomiato Super Smash Bros. per i picchiaduro.




Tolto questo di mezzo, c’è da dire che Splatoon 2 non sia una sorpresa agli occhi di molti: tanto per cominciare, il primo capitolo è riuscito a portare su Wii U una bella fetta di giocatori giornalieri online, che ancora oggi si contendono in partite classificate la vittoria e i ranghi più alti. In “Splatoon”, la particolarità sta nel fatto che è di vitale importanza ricoprire quanto più possibile il campo di inchiostro del proprio colore, e nonostante questa sia solo una delle tante modalità, è stata quella utilizzata come base per il test fire che ha avuto luogo dal 24 al 26 di marzo, in orari fissi, per sole 3 ore al giorno.

Splatoon 2
In Splatoon 2, come nel primo, le battaglie sono 4 contro 4 in un’arena circoscritta da muri invalicabili. Fonte: everyeye.it

Questo Test Fire ha reso a tutti le idee più chiare al riguardo della modalità online del gioco (a detta di molti, non molto differente dal precedente titolo, ma contemporaneamente abbastanza più stabile), dando la possibilità di usufruire di ben 4 varietà diverse di “loadout” (Equipaggiamento), atte a comprendere il tipo di “gameplay” (stile di gioco) più fruibile alle caratteristiche di ciascun videogiocatore. Splatoon 2, quindi, torna col botto, grazie a un elitario ma semplice e divertente test fire, che incuriosisce e cattura l’attenzione anche del più casual tra i videogiocatori. Parlando, poi, delle impressioni durante il le partite giocate, c’è da dire che Splatoon 2 benefici molto della risoluzione a 900p che il Nintendo Switch riesce ad offrire in modalità “docked” (collegato alla TV). Il gioco è per il momento molto stabile, e seppur incompleto e di gran lunga lontano dalla data di uscita, risulta ancora fresco e divertente quanto il primo, con uno stile grafico saturo di colori, di animazioni e di musiche ispirate. In definitiva, a parte le differenze grafiche più riconoscibili ad un occhio attento, è giusto dire che i giocatori di Splatoon 1 si ritroveranno immediatamente a casa, grazie ad un sistema di comandi quasi invariato e ad uno stile grafico ancora fedele all’originale ed ispirato come non mai.

Sicuramente, Splatoon 2 saprà dove andare a colpire: ha tutte le carte in regola per diventare il seguito migliore dell’originale, e la portatilità del Nintendo Switch aumenta i benefici della giocabilità e versatilità che tanto mancavano al Wii U.

Graziano Ferilli

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