La squalifica di Sara Errani non è un caso di doping

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Prima che qualcuno me lo sbatta in faccia in risposta al mio titolo, linko il comunicato con cui la International Tennis Federation ha sancito la squalifica di Sara Errani per due mesi a causa di una positività al letrozolo riscontrata su un campione di urine del 16 febbraio.
Allora perchè dico che non si tratta di doping? Perché per doping si intende l’assunzione di una sostanza proibita con lo scopo di commettere una frode sportiva, la Errani ha dichiarato che non l’ha mai fatto e che l’assunzione può essere stata solo accidentale e nemmeno perchè avrebbe ingerito una compressa per “sbaglio” perchè si è detta sicura di non averlo fatto, ma per una probabile contaminazione del cibo preparato in casa con un medicinale assunto dalla madre.
La ITF anche se non è scritto nel comunicato ufficiale sembrerebbe averle creduto ed infatti ha comminato il minimo della pena possibile, una squalifica di appena due mesi.




Ci sono due possibili atteggiamenti da tenere, uno è che le sentenze si rispettano, che i giudici hanno più elementi di noi e che quindi se la ITF le ha creduto dobbiamo farlo pure noi.
L’altro è voler comunque esprimere la nostra opinione, molti hanno ironizzato sul tortellino della mamma drogato per sbaglio, per carità la cosa fa sorridere anche me, sembra una cosa così improbabile! Eppure le cose improbabili succedono!
Per amore di discussione esaminiamo l’ipotesi che la storia sia completamente ed evidentemente implausibile, allora ci dobbiamo chiedere perchè la ITF l’avrebbe quasi graziata? Anzi i giudici non dovrebbero essere stati ancora più severi per il ridicolo tentativo di prenderli in giro? Dunque devo concludere che la ITF sarebbe stata super clemente con Sara in forza dell’enorme forze commerciale e mediatica del personaggio o dell’enorme forza della Federazione Tennis Italiana a cui notoriamente vengono fatti favori? Ecco non fatemi ridere, ho trovato qualcosa che suona ancora più ridicolo del tortellino drogato. Direi che in mancanza di altre teorie il rasoio di Occam mi porta a ritenere che la ITF sia stata clemente perchè davvero hanno avuto perlomeno il dubbio che la Errani sia stata sincera.
Esistono elementi specifici della vicenda che pure renderebbero plausibile il racconto della Errani, vediamoli in breve:
_ pare che non siano state trovate tracce del medicinale nei capelli, se avesse ingerito una compressa ce ne sarebbero dovute essere;
_ il letrazolo è un medicinale somministrato come preventivo a donne in menopausa che hanno avuto un carcinoma di cui non sono documentati effetti dopanti;
_ il letrazolo non sarebbe un dopante ma può essere usato per mascherarne altri, ecco perchè è finito nella lista delle sostanza proibite, però il letrazolo è un medicinale dannosissimo, quanto deve essere idiota un atleta per usare come coprente un autentico veleno? Io non credo che la Errani sia idiota, anche se qualcuno ha fatto notare che una professionista che cade dalle stelle della top ten alle stalle di oltre la centesima posizione mondiale potrebbe anche farsi prendere dalla disperazione.




Considerazioni sulla lotta al doping
Argomentato sul perchè tendo a lasciare il beneficio del dubbio alla Errani. come pare abbia fatto. la ITF vorrei fare un paio di considerazioni sul discorso doping/lotta al doping su cui ho una visione molto laica.
Ho cercato su Google la definizione di doping, tra i primi risultati c’era naturalmente Wikipedia, sia in italiano che in inglese, ecco come si aprono le due voci:

In competitive sports, doping refers to the use of banned athletic performance-enhancing drugs by athletic competitors, where the term doping is widely used by organizations that regulate sporting competitions. The use of banned drugs to enhance performance is considered unethical, and therefore prohibited, by most international sports organizations, including the International Olympic Committee.

Il doping, in lingua italiana dopaggio, consiste nell’uso di una sostanza o di una pratica medica a scopo non terapeutico, ma finalizzato al miglioramento dell’efficienza psico-fisica durante una prestazione sportiva, sia agonistica sia non agonistica, da parte di un atleta. II ricorso al doping avviene spesso in vista o in occasione di una competizione agonistica ed è un’infrazione sia dell’etica dello sport, sia dei regolamenti dei Comitati olimpici sia della legislazione penale italiana, inoltre espone ad effetti nocivi alla salute, anche mortali.

Avete notato la profonda differenza tra le due definizioni? Quella in inglese dice che doping è l’uso di sostanza bannate, quella italiana no, dice assunzione di una sostanza che migliori l’efficienza. Inutile dire che la definizione in italiano è una stronzata. Qualsiasi atleta che faccia sport a un certo livello assume qualche forma di integrazione, QUALSIASI, non si può fare sport ad alti livelli senza, questo è un fatto e non può essere messo in discussione. Se state leggendo e pensate: non è vero io partecipo alla coppa scapoli contro ammogliati della mia parrocchia e non prendo nulla, vi invito a rileggere “ad alti livelli” e levarvi dalle scatole.
Quindi la differenza sta in ciò che è proibito e ciò che non lo è, non sto introducendo questo argomento per dire, come qualcuno provocatoriamente fa, liberalizziamo il doping che tanto vengono puniti solo gli sfortunati o i non protetti. I motivi per lottare contro il doping sono tanti, premetto che dei tanti l’unico che non condivido è l’esempio che i campioni dovrebbero dare alle nuove generazioni, infatti odio che si controlli la cocaina, se un atleta fa festini a base di coca e prostitute sono fatti suoi, le prestazioni sportive possono solo risentirne e sta cosa dell’esempio per i giovani riflette una mentalità perbenista che non mi compete.
Invece un motivo molto più serio per combattere la mentalità e la pratica del doping è la diffusione anche ai livelli più bassi dello sport, perfino dilettantistici, qui ovviamente c’è molto più fai da te, con meno medici preparati e più apprendisti stregoni, diventa ancora più pericoloso. Un altro motivo per combattere il doping è perché l’alternativa sarebbe, come dicevo, liberalizzarlo per far stare tutti ad armi pari, ma sarebbero davvero armi pari? Purtroppo in un mondo in cui girano tanti soldi ci sarebbero sempre quelli disposti a giocarsi anche la salute assumendo i peggiori veleni in cambio di risultati nel breve periodo, ovviamente non sarebbe giusto mettere gli altri nella condizione di scegliere tra accettare di competere ad handicap o avvelenarsi pure loro.
Quindi che voglio dire? Che il problema doping/lotta al doping è complesso e non ci sono risposte facili, sicuramente si sono commesse e si commetteranno anche delle ingiustizie e delle disparità di trattamento tra atleti e non è dietrologia dirlo.
Prendiamo il caso Sharapova, lei ha subito una squalifica molto dura, secondo qualcuno, me compreso, troppo dura. A differenza che nel caso Errani non credo molto alla sua tesi per cui non avrebbe letto il comunicato che metteva fuori legge il medicinale di cui faceva uso da dieci anni a partire dal successivo 1 gennaio, d’altro canto mettere fuori legge il medicinale di cui tutti sapevano Maria facesse uso e poi precipitarsi a farle il test ai primi di gennaio (mi pare) sembra davvero che lo avessero messo al bando ad hoc per colpire lei. Ma non è di questo che volevo parlare, come ho detto non voglio indulgere in complottismi, mi volevo soffermare su molti commenti basati sull’antipatia che ho letto “toglietele tutti i titoli è sempre stata dopata” … ma colossali teste di *bip* se fino al 31 dicembre quel medicinale non era doping lei non era dopata, che ne facesse uso non ci sono dubbi ma non era doping, ed ecco perchè ho riportato le due definizioni di doping e ho detto che quella italiana è cacca.




Sara ha ricevuto squalifica mini ma le hanno anche annullato tutti i risultati sportivi dal giorno della positività al successivo controllo risultato negativo che si è tenuto a giugno, Sharapova squalifica dura ma non c’era nulla da annullare perchè la sostanza era doping solo da pochi giorni.
La medicina nello sport è una realtà, non si capisce perchè gli atleti non si dovrebbero curare, gli integratori alimentari poi sono una necessità, a volte il confine tra ciò che è inserito nelle liste delle sostanze illecite è appunto solo lo stare in lista. Torniamo al caso della Sharapova e guardiamolo dall’altro lato, il medicinale che lei ha assunto alla luce del giorno per dieci anni è effettivamente doping, troppo hanno aspettato a metterlo fuorilegge! Perfetto allora in quei dieci anni la Sharapova ha assunto legalmente una sostanza che probabilmente ha effetti molto simili ad altre già vietate per cui qualcuno sarà stato punito. Da qualunque lato la si guardi non è una questione semplice, lotta al doping va bene, ma valutiamo caso per caso la gravità dei diversi casi e piano con le gogne non appena la parola doping viene associata a qualcuno.

Roberto Todini

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