Thailandia: arrestati turisti italiani per vilipendio alla bandiera

Strappano la bandiera della Thailandia, reato gravissimo nel paese del sud-est asiatico. I due rischiano 2 anni di carcere.

I due giovani altoatesini, a causa dell’alcol e della non conoscenza delle leggi thailandesi, rischiano di pagare a caro prezzo la bravata

I giovani altoatesini di 18 e 20 anni sono state vittime dell’alcol e della non conoscenza della normativa thailandese relativamente al vilipendio alla bandiera nazionale e adesso rischiano 2 anni di carcere.

Fonte: ilvelino.it

 

I turisti italiani stavano tornado nel loro alloggio di Krabi, sud della Thailandia e i due, che hanno confessato in pubblico di aver commesso l’atto quando erano veramente ubriachi, sono stati beccati dalle telecamere mentre strappavano 5 bandiere nazionali della Thailandia. Il video del fatto è diventato diffusissimo in rete ed i ragazzi sono stati arrestati. La polizia locale ha reso pubblico un video delle scuse dei due connazionali.

I due ragazzi sono stati processati e condannati ad una pena sconosciuta. Dopo il trasferimento a Bangkok e l’arrivo del provvedimento di espulsione avverrà il rimpatrio.

La Thailandia è un paese in cui infrazioni del genere si pagano a caro prezzo, in quanto è forte il sentimento patriottico ed il simbolo della bandiera nazionale rappresenta la religione più praticata nel paese, il buddismo, e la monarchia. Sempre nel paese asiatico il mancato rispetto dell’immagine del re può comportare il reato di lesa maestà.

Il reato di vilipendio alla bandiera è reso più grave e perseguibile ora in Thailandia, perché alla guida del governo c’è il Comandante in capo del Reale Esercito Thailandese,Prayuth-Chan-Ocha,  con una giunta di militari, in seguito al colpo di Stato militare del 2014.

Ovviamente l’ambasciata italiana a Bangkok, capitale della Thailandia, è  a lavoro e rimane in contatto costante con le famiglie dei due ragazzi di Naturno.

Il reato di vilipendio alla bandiera è punito in alcuni paesi, tra cui l’Italia, la quale prevede, in caso di espressioni ingiuriose una sanzione pecuniaria più o meno consistente a seconda dei casi, invece  la distruzione  del vessillo tricolore in pubblico  è punito con la reclusione da uno fino a tre anni.

Lorenzo Iadevaia

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