Zygmunt Bauman è morto nel Regno Unito a 91 anni

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Zygmunt Bauman, uno dei sociologi europei più importanti e prolifici degli ultimi decenni è morto all’età di 91. Le opere del pensatore di origine polacca esplorano la fluidità dell’identità nel mondo moderno, l’Olocausto, il consumismo e la globalizzazione.

Bauman è morto nella sua casa di Leeds, in Inghilterra, circondato dalla sua famiglia.

Rinomato per un approccio che incorpora la filosofia a molte altre discipline, Bauman è stato una forte voce morale per i poveri e diseredati in un mondo rovesciato dalla globalizzazione. Sia che stesse scrivendo sull’Olocausto o globalizzazione, la sua attenzione è sempre rimasta su come gli esseri umani possano creare una vita dignitosa attraverso decisioni etiche.

Ha scritto più di 50 libri, in particolare “Modernità e Olocausto”, e dopo aver vissuto le barbarie dell’Olocausto ha dichiarato: “è stato il mondo razionale della civiltà moderna che ha reso l’Olocausto pensabile”.

Nel 1990, Bauman ha coniato il termine “modernità liquida” per descrivere un mondo contemporaneo caratterizzato da un flusso che lascia gli individui senza radici e privi di qualsiasi punto di riferimento. Le sue opere esplorato la fragilità della connessione umana in questi tempi e l’insicurezza generata da un mondo in continua evoluzione.

Bauman è nato 19 Novembre 1925, a Poznan, in Polonia, da una famiglia ebreo-polacca che aveva sofferto la povertà e l’antisemitismo, fattori che hanno ispirato la sua convinzione sulla tolleranza e la giustizia sociale. Parlando decenni più tardi di come sia diventato un comunista, ha ricordato la povertà della sua famiglia, i “colpi e calci” inflitti  da  bambini non ebrei nel parco giochi e le umiliazioni, che mio padre, un uomo di onestà impeccabile, ha dovuto subire da suoi capi per sfamare la sua famiglia.

Tra i suoi numerosi riconoscimenti vanno ricordati il ​​Premio Europeo Amalfi per la Sociologia nel 1992, Theodor W. Adorno Award nel 1998 e il Premio Principe delle Asturie nel 2010. L’Università di Leeds ha creato l’Istituto Bauman in suo onore, dedicato a molte delle sue passioni, tra cui l’etica, il consumismo, la globalizzazione e la modernità.

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