Coppia 2.0: Houston c’è un problema

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Alessandro Nicolò Pellizzari

Di Alessandro Nicolò Pellizzari

 

Lui non chiama, non richiama, non scrive, non risponde, sparisce per giorni. Il piccolo dramma quotidiano di molte coppie si ripropone oggi nell’era digitale, nella quale è impossibile non rispondere, non chiamare, non dare il minimo segno di vita.

Eppure, ormai da più di 2 anni, l’articolo Lui non ti scrive: non gli piaci abbastanza (lo trovate qui, scritto con Elisa Guidelli), è solidamente in testa alla classifica del mio blog, con migliaia di visualizzazioni, condivisioni, commenti. Ogni volta che controllo i termini di ricerca sono sempre quelli: perché non mi scrive? Perché?

Perché l’enorme facilità di comunicazione legata alle chat, alla messaggistica istantanea, agli smartphone e alle appendici dei social ha risvegliato un mostro latente nell’uomo ma esistente da sempre, il vero Hyde della mascolinità, enfatizzando tutti i difetti atavici del maschio italiano nelle dinamiche di coppia.

Non ho tempo, non mi rompere, ho altro da fare, adesso non ho voglia: l’egoismo maschile, i tempi più dilatatati dell’uomo rispetto alla donna, le numerose priorità che relegano lei in fondo alla lista dei piaceri (a meno che non sia ora di andare a letto) e il nostro atavico egoismo che ci mette in cima al podio della giornata hanno fatto sì che anche il rispondere con una faccina schiacciando semplicemente un tasto può richiedere anche 48 ore di delay. Non importa se chi ha in mano lo smartphone ha 20 o 50 anni. Il motivo è sempre lo stesso: lei non è, per qualche ragione, la priorità. O non lo è più. O non lo è abbastanza.

Paradossalmente, il prezioso tempo e la velocità con cui il maschio in caccia usa gli stessi mezzi per trovare in fretta una donna via social chat o digital cucco nel minor tempo possibile giocando su più profili contemporaneamente (per aumentare il livello di vittoria) e messaggerie varie (da telegram a wapp) diventa un penoso rallenty per rispondere a ciò che già possiedi, cioè lei.

Le donne 2.0 reagiscono a questo più che con rabbia con stupita disperazione: la possibilità di vedere se e quando lui ha letto il messaggio di sollecito che, a un certo punto viene inviato e rimane spesso in stand by non fa arrabbiare, ma suscita (lo dimostrano le frasi chiave di ricerca che arrivano sul mio post) sgomento, dubbi. Perché lo fa? Disperazione, autoprocesso, caduta di stima abissale, gelosia cieca. Le donne, per quanto intelligenti siano, non capiscono o non vogliono rendersene conto. L’uomo è uno str*nzo egoista, perlopiù.

Commenti su commenti per spiegare e spiegarsi come fa a non rispondere a un semplice messaggio, anche per giorni. Migliaia di donne e ragazze che si chiedono perché lui non lo fa. E tante altre che rispondono: ci sono passata anch’io, non gli piaci abbastanza o ha un’altra.

No, non sono “stupide”, l’amore acceca soprattutto quando non è corrisposto. Nell’era digitale non c’è giustificazione che tenga per non rispondere: riunioni, non c’è campo, non c’è tempo.

Impossibile, tecnicamente impossibile: anche lo Smartwatch ti offre opzioni preimpostate di risposta. Davvero, anche quando ci saranno i robot che si occuperanno di guidare le nostre auto e governare le nostre case, come già prefigurato da Asimov il secolo scorso, la donna, anteponendo il sentimento alla razionalità, si chiederà: perché non ha risposto al mio ologramma? E l’uomo continuerà a dominare la coppia. Anteponendo se stesso a tutto. Non rispondere et impera.

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