La Camera Di Valentina 18: Michael Hutter e l’erotismo grottesco

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Michael Hutter (1963, Germania) dipinge, illustra, modifica graficamente e persino scrive. Non temete di aver confuso le sue opere con quelle di Bosch, siete proprio dove Valentina vi sta presentando l’artista.

Michael Hutter ha proposto a Valentina un viaggio inquietante al quale, però, lei non è riuscita a dire di no. Da questo viaggio lei ha appreso che ancora oggi, tramite l’arte, le allegorie possono aiutarci a comprendere e sentire meglio.

Il sesso, ovviamente, non si sottrae a questa lente distorcente e simbolista. Nelle opere di Hutter va a braccetto con la violenza – morte e carnalità – in un binomio che ha sempre fatto storia.

L’eredità di Hieronymus Bosch e Pieter Brueghel

Avete mai poggiato gli occhi e il cuore su un’opera di Bosch o di Brueghel? Roba da non credere a quello che si vede. I due maestri olandesi ancora oggi incantano le persone con le loro opere monumentali e ricche di dettagli.

Bosch, in particolare, divenne un maestro del simbolismo, ma anche in lui scorreva la corrente dell’arte fiamminga, realistica e dettagliata, del collega Brueghel. I quadri di Bosch sono ancora ricchi di segreti non svelati.

In Michael Hutter l’esuberanza dei dettagli e la disseminazione di allegorie si fondono con uno stile moderno. Ancora più che un omaggio, i quadri di Hutter sembrano vere e proprie citazioni.

Un trittico – e già si sente tutto il Bosch-ismo – in particolare sembra essere l’emulazione per eccellenza dell’operato di Bosch. Si intitola “Il Trionfo Della Carne” (2008), nome altisonante e simbolico, ed è grottesco e incantevole.

 

Michael Hutter
Der Triumph des Fleisches (Il Trionfo Della Carne), olio su legno,2008-09
120x60cm
120x120cm
120x60cm
octopusartis.com

 

In quanto trittico, si divide in tre parti e sembrano essere la rappresentazione di inferno, purgatorio e paradiso.

La “carne” che trionfa, però, è il sesso, preponderante da destra a sinistra del quadro. La differenza “celestiale” è che nell’ala destra fino al centro (inferno e purgatorio) la carne è violenta, cruenta, sadica; nell’ultima ala, la sinistra, sembra un tripudio di gioia, di piacere ed estasi.

L’invito a vedere oltre il semplice guardare è dato da quei personaggi bruti e osceni che animano la composizione: è evidente che l’intera umanità, nella sua crudeltà e contraddizione, è rappresentata. La violenza, il sangue, la guerra; la corruzione, la lussuria, la prostituzione del corpo e dell’anima.

Maschere orribili e terrificanti in corpi deformi si muovono in ogni parte dell’opera, mettendo i brividi. I colori espressivi enfatizzano l’atmosfera pesante e distruttiva.

Lo stile di disegno di Hutter ha quel tocco moderno che lo differenzia in maniera definitiva da Bosch, il quale sembrava essere surreale anche nel tocco del pennello, oltre che nella rappresentazione.

Il tratto di Hutter, infatti, è molto marcato e voluminosotridimensionale come un’illustrazione digitale – e anche il modo di rappresentare i capelli e le espressioni delle figure è più contemporaneo.

Il sesso e altri “giochi del purgatorio”

Non è finita qui. L’appetito vien viaggiando e a Valentina non è bastato fermarsi dentro questo trittico. Il repertorio di Michael Hutter è veramente vastissimo: olio su tela, su pannelli di legno; acquerelli, illustrazioni e fotografie.

Servirebbe davvero perdere una giornata intera solo sul suo sito. Il sesso esplorato in Hutter ha il solo demoniaco aspetto della perversione e dell’ossessione.

Infatti, sia nelle illustrazioni in bianco e nero (che ricordano molto anche lo stile di Beardsley), sia negli acquerelli e altri olio su tela, il sesso sembra sempre avere ambientazioni infernali, inquietanti e grottesche.

Dice Hutter del suo lavoro:

Per evocare queste immagini sviluppo alcune tecniche che hanno a che fare con il modo in cui tratto di letteratura, arte, musica, filosofia, scienza, religione e pseuso-scienza distanti dalla cultura comune. Non mi interessa la realtà o della possibilità che qualcosa sia vero, almeno che il suo potenziale stimoli il mio pensiero.
Penso che la verità sia in ogni caso un’illusione e questo io lo fondo con le mie ossessioni, le mie passioni, i miei desideri e le mie paure, afferrando quello che succede negli abissi della mia personalità, riportando su tutto, in superficie.

Allora perdetevi, ritrovatevi e incuriositevi anche voi. Magari potreste scoprire che quelle ossessioni sono anche le vostre.




 

GDB
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