A rinfrescare le idee, ci pensa la Didattica Inclusiva

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Si sa, i bambini e le bambine amano l’estate. Caldo afoso e zanzare non spengono affatto il loro entusiasmo. Anzi, per loro e per la loro capacità di divertimento, anche rincorrere una zanzara o giocare sotto al sole di mezzogiorno, corrispondono ad allegre attività! E personalmente, preferisco che i bambini e le bambine rincorrano le zanzare invece di andare dietro ai pokemon.

Perché loro, bambini e bambine, sono geniali! Con tutto, anche col poco, riescono a creare, ad inventare, a giocare: per questo, quantità e dimensioni, sono per loro concetti relativi. Il loro “tutto” è ciò che, anche se in piccole quantità e con minime dimensioni, può bastare. E basta sempre. E dalla loro semplicità, e non ho detto banalità, c’è solo da imparare!

C’è tanto da imparare da ogni loro idea, da ogni loro pensiero, da ogni loro intuizione. E chi trascorre buona parte del suo tempo con bambini e bambine, questo lo sa. E dopo averlo appreso, cerca di imitarli ed imitarle: e va bene anche la stravaganza! Va bene anche quel pizzico di follia! Va bene anche l’acqua fresca sul corpo e i vestiti fradici! Come insegnano le educatrici di cui è descritta, riportata la Didattica Inclusiva sulla pagina online (precisamente, https://m.facebook.com/story.php?story_fbid=504195059774374&id=424748014385746), le quali hanno chiesto ai bambini e alle bambine di disporsi uno, una, accanto all’altro, accanto all’altra, lungo un muro, appoggiandoci la schiena. Ed è bastato solo un tubo di gomma con cui spruzzare dell’ acqua su quei corpi divertiti e rigenerati! E come la vera Didattica, da sempre insegna: ogni vera attività deve trasmettere un insegnamento.

Bene, anche in questo caso, le educatrici hanno saputo parlare di ideali, di valori: dopo la rinfrescata con l’acqua, ai bambini e alle bambine è stato chiesto di allontanarsi dal muro e di guardarlo: un vero murales fatto con la sagoma di ognuno, di ognuna di loro, creatosi sulle parti del muro che non erano state bagnate, proprio perché coperte dai loro corpi. Forse per ricordare che ciascuno, ciascuna, ha una sua forma, una sua altezza, delle sue qualità che rendono unici, uniche, e al contempo, in definitiva, creano somiglianze, comprendendo tutti e tutte qual parti della stessa opera.

Forse per ricordare che i muri, anche se alti e spessi, sono fatti per essere oltrepassati, grazie alla fantasia e a quella capacità di rendere tutto eccezionale, tutto un’avventura!

Forse per ricordare che sotto al sole d’estate e con l’acqua fresca ( fresca quanto basta!) sul corpo, è più facile scoprirsi a se stessi, a se stesse e a chi ci circonda. Per conoscersi, per rivelarsi con tutte le caratteristiche e i tratti che di solito non risultano evidenti, o almeno, non facilmente.

E forse per ricordare ai bambini e alle bambine che è la loro ombra, la loro sagoma che devono rincorrere, seguire e non perdere mai di vista: e non quella di idoli, di falsi miti o di pokemon senza personalità. Insegnare ai bambini e alle bambine che sono degli Esseri speciali perché unici ed uniche, non basta: bisogna anche farlo vedere, renderlo evidente ai loro occhi e alla loro voglia di fare, di scoprire e di divertirsi. Affinché possano non dimenticarlo mai. E se questo dovesse succedere, che ci sia sempre una persona adulta, che con uno spruzzo d’acqua ed un muro accogliente, glielo ricordi!

Un sentito ed incoraggiante saluto alle educatrici che praticano la Didattica Inclusiva: forti sempre, e arrese mai.

 

Deborah Biasco

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