Il 2 Giugno 1891 nacque la regola più celebre del football: il calcio di rigore

Come dimenticare quella strana sensazione, mista ad adrenalina e paura, che ti assale l’attimo prima che il pupillo della tua squadra sta per tirare un calcio di rigore?  L’emozione è indescrivibile per un vero tifoso appassionato! E sebbene la presenza della regola che prevede il calcio di rigore ci sembra assai scontata ai giorni d’oggi, alla sua nascita ha trovato però diversi oppositori. Facendo un lungo salto nel passato ci rendiamo immediatamente conto di quanto, il cosiddetto penalty , abbia stravolto il modo di intendere e giocare il calcio. 

Alle sue origini, il calcio, quello dei pionieri, non contava su chissà quale sistema di regolamento. Era certamente un gioco più scorrevole e meno interdetto dal fischio degli arbitri. Oggi, diversamente, siamo abituati a guardare, allo stadio o di fronte alla TV, un calcio molto disciplinato, con delle figure arbitrali anch’esse protagoniste del match in atto. I direttori di gara sono, difatti, i primi ad avere il fiato sul collo, durante e dopo ogni partita. Ogni loro errore o distrazione può inevitabilmente portarli alla “gogna”. Ecco, però, che tutte le regole odierne dello sport più famoso del mondo non sono nate in un giorno! 

Ci sono voluti ben due secoli di evoluzione del gioco del calcio per arrivare a quello giocato oggi! Necessità, proteste e nette ingiustizie hanno portato, nel corso degli anni, all’introduzione di norme mirate al controllo e alla disciplina. Il calcio di rigore è una di queste! 

La nascita della Regola 14

Molti degli appassionati di calcio sapranno di come questo sport affondi le sue radici nelle lontana Gran Bretagna, precisamente in Inghilterra. Gli Inglesi sono stati i primi a palleggiare la sfera di cuoio dalla circonferenza perfetta e sono stati anche i primi a dar forma alle prime regole di gioco. Ma come gli Inglesi, i vicini Scozzesi e Irlandesi sono stati anch’essi pionieri del calcio di tutto il mondo. Proprio questi ultimi hanno sperimentato per primi la regola del calcio di rigore, quando ancora questa non era stata codificata dall’IFAB. L’ International Football Association Board, fondato a Londra nel 1886, è un organismo internazionale, a tutt’oggi esistente, che di fatto si occupa della revisione e delle modifiche regolamentari del gioco. 

Ma come dicevamo, il calcio di rigore nacque dall’intuizione di scozzesi e irlandesi. Nel dettaglio, l’idea del penalty  fu di un irlandese: William McCrum. Direttore di un’industria tessile, portiere e membro della Federcalcio Irlandese, McCrum pensò al calcio di rigore nel 1890, in seguito a delle ingiustizie che all’epoca non erano ritenute tali. L’irlandese, estremo difensore del Milford Everton, volendo salvaguardare la sportività dei match disturbata dai troppi falli di mano vicino la porta, propose la regola del penalty, che venne però accantonata per più di un anno. Ma l’Irlanda e la Scozia, proprio in quel periodo, cominciarono a praticarla timidamente.

Il ripensamento degli inglesi

Gli inglesi, famosi per un calcio poco fischiato e scorrevole, si opposero con veemenza alla regola del rigore. La fermezza di questi cadde, quando nella primavera del 1891, in Coppa d’Inghilterra, nell’incontro tra Stoke City e Notts County un netto episodio di scorrettezza passò come una vera ingiustizia. Lo Stoke, in svantaggio di 0-1, si accingeva ad attaccare l’area avversaria, ma nel tiro di un suo giocatore il pallone venne fermato dalla mano di un avversario  sulla linea di porta. Solo un calcio di punizione per lo Stoke, che ovviamente non buttando la palla in rete perse la partita.

Così, amareggiato per l’accaduto, l’IFAB, composto da 8 membri, si riunì il 2 Giugno del 1891, in un albergo di Glasgow. Ciò che accadde, oggi è pura storia. L’International Board decise di fatto di inserire la regola del calcio di rigore. Questa diventò completamente effettiva dalla stagione 1891-1892. Il Wolverhampton fu la prima squadra inglese ad aver avuto l’onore di calciare ufficialmente il primo rigore della storia, il 14 Settembre del 1891. Nacque così la Regola 14 de “il Regolamento del gioco del calcio”.

L’evoluzione tecnica del calcio di rigore

La maggior parte dei lettori saprà che la particolarità tecnica del calcio di rigore consiste in un tiro effettuato a distanza di 11 metri dalla porta avversaria, dal calciatore della squadra che ha subito il fallo. E’ bene ricordare che il dischetto del rigore venne introdotto nei campi di calcio solo nel 1902.  Il penalty  definito anche “massima punizione” prevede inoltre l’assenza di giocatori tra chi calcia il pallone e il portiere. Nessun dubbio, quindi, sulla modalità di svolgimento di un calcio di rigore. Ciò che però è stato oggetto di polemica e che ha causato modifiche nella regola del penalty nel corso degli anni, ha riguardato per lo più i comportamenti dei protagonisti in azione.

Difatti, si è molto discusso su ciò che un portiere può o non può fare in attesa del tiro dell’avversario. Se inizialmente l’estremo difensore poteva avanzare sino a 5,50 metri, nel 1905 venne deciso che questo poteva inoltre muoversi da un palo all’altro. Arrivando però al 1929 venne imposto l’obbligo per i portieri di rimanere immobili sulla linea di porta fin quando il pallone non venisse calciato. Oggi come oggi è permesso all’estremo difensore qualche piccolo movimento, come ad esempio quelli laterali, ma al momento del calcio di rigore questo deve obbligatoriamente avere un piede sulla linea di porta. E’ importante che i restanti calciatori, eccetto l’incaricato al tiro e il portiere, si trovino all’esterno dell’area di rigore a non meno di 9,15 metri dal pallone.

L’insolito “tap penalty”

Una delle peculiarità poco conosciute del penalty è la possibilità di non tirare direttamente in porta, bensì di attuare il cosiddetto “rigore a due” ( “tap penalty”). E’ abbastanza insolito da vedere durante una partita di calcio, ma diversi episodi ne sono testimonianza. In questo caso l’incaricato al tiro deve necessariamente muovere il pallone in avanti, facendo però un passaggio diretto ad un compagno di squadra ( che deve trovarsi fuori dall’area al momento del tiro), che può concludere a rete, oppure chiudere il triangolo. E’ interessante sapere che il “rigore a due” è stato reso celebre dal fenomeno del calcio Johan Crujiff, nel 1982, durante una partita del campionato olandese. 

calcio di rigore

Ma come lo calci?

Il calcio di rigore, oggi e da parecchi anni, è sicuramente la regola più discussa del football. Dibattiti accesi tra tifosi riguardanti la concessione di un rigore, ma anche nelle stesse trasmissioni sportive, infuocano ogni post-partita. Ma pensiamo anche a quanta gente, non necessariamente appassionata o tifosa, ama guardare in compagnia i calci di rigore: quelli che accompagnano nel finale partite importanti come quelle dei Mondiali o delle Coppe Europee. Il calcio di rigore è diventato col tempo un elemento sportivo di estrema importanza, capace di attirare attenzione e coinvolgere milioni di spettatori.

Forse per tale motivo, perché i riflettori sono puntati tutti su quel dischetto, ogni calciatore molto spesso mette in atto, prima di tirare, comportamenti e azioni atti a dimostrare la propria bravura o semplicemente stravaganza. Quanti balletti, o giravolte, o salti hanno preceduto quel fatidico calcio di rigore! E’ impresso nelle menti di noi italiani il balletto di Zaza o l’insolito gesto di Pellet, ad esempio: due rigori bizzarri calciati agli Europei del 2016 che oltre a lasciare tanta amarezza ci hanno sicuramente regalato una grassa risata.

Ad ogni modo, come canta De Gregori, non è un calcio di rigore a decidere la bravura di un giocatore. Ma per noi spettatori lo spettacolo rimane certamente assicurato.

Ma Nino non aver paura a sbagliare un calcio di rigore
Non è mica da questi particolari che si giudica un giocatore
Un giocatore lo vedi dal coraggio
Dall’altruismo e dalla fantasia

Francesco De Gregori

Gabriella Gaudiano

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *