Il 2016: Tristezza, Rabbia, Paura, (Gioia?)

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Eccoci qui, alla fine di un altro anno: il 2016. Un anno denso di emozioni tra cui molta Rabbia, Tristezza, Stupore e Amarezza. Ma forse c’è stato anche spazio per i piccoli gesti di Amore e di Gioia.

Tristezza: Pochi anni sono stati all’altezza di questo 2016. Sono infatti molti i “grandi” del passato che ci hanno lasciati in questo lungo anno. Tra cui David Bowie, che, dopo mesi di lotta contro il cancro, si è spento a New York i primi giorni di gennaio. Alan Rickman, ovvero “Severus Piton” in Harry Potter, ci ha lasciati inaspettatamente dopo averci regalato i “Per Sempre” più belli. Umberto Eco, considerato uno tra i maggiori esponenti della letteratura italiana. Prince, morto a soli 54 anni in Minnesota dopo essere stato uno dei migliori musicisti degli ultimi 30 anni. Muhammad Ali, uno dei più grandi pugili del mondo Americano e non solo, muore il 3 giugno. Ci aveva insegnato a “volare come una farfalla e pungere come un’ape”. Come non parlare di Bud Spencer, nuotatore con “un piede in paradiso”. E come dimenticare Anna Marchesini, Marta Marzotto, Gene Wilder (interprete del primo Willy Wonka ne “La fabbrica di cioccolato” del 1971), Dario Fo. Mentre il 25 novembre ci ha lasciati Fidel Castro, il Rivoluzionario per eccellenza di un mondo ormai lontano da noi, ma che ha fatto la Storia.

2016
Fonte: pixabay.com

Rabbia: Rabbia è la parola giusta per identificare un periodo in cui nulla è più “normale”. Perché la rabbia è un sentimento che sorge quando si vede qualcosa che non va bene. Qualcosa che tutti notano essere “non giusto” ma che nessuno modifica. Rabbia perché il nostro Paese non tiene in considerazione la nostra opinione, le nostre necessità. Rabbia perché le “tasche” dei potenti sono sempre più ricche e la classe media sempre più povera. Rabbia perché uno Stato, invece di investire sui giovani e le aziende, preferisce ristrutturare ciò che è corrotto e malandato. La Rabbia è di chi, dopo mesi dai terremoti avvenuti ad agosto, abita ancora in tende. Rabbia perché in questi mesi abbiamo visto molte foto di bambini morti tra le macerie di una guerra che non appartiene a delle creature innocenti. Abbiamo visto persone riverse a terra per le strade di Nizza e Bruxelles a causa di un attacco terroristico. Negli ultimi giorni anche Berlino è diventata un luogo dove la rabbia di molti lavoratori, studenti e genitori è diventata un unico coro.

E la rabbia si trasforma in Paura: Sì, perché la parola che identifica meglio questi 365 giorni è “paura”. Paura di uscire di casa, paura di prendere un aereo, paura di girare il mondo, paura del vicino in metropolitana con quella barba un po’ troppo lunga e il Corano in mano. Paura dei treni, paura delle persone che ci camminano accanto, paura del passante che ci ferma per chiederci un’indicazione, paura di una borsa incustodita. Paura dell’altro, paura del non conosciuto, paura di tutto.

Marta Baggiani qualche mese fa scriveva Mamma, morirò in un attacco terroristico. Ve lo dico perché è molto probabile che ciò accada. Faccio parte di quella parte privilegiata di giovani over 20 che hanno avuto la possibilità di studiare e girare un po’ il mondo. E non l’hanno fatto per poi chiudersi in casa. Certo, fossi nata ad Aleppo o a Kabul, adesso non staremmo qui a parlare di questa cosa, visto che difficilmente, e senza troppo clamore, sarei arrivata a questa età. Ma faccio parte di questa parte di mondo che fino a ieri poco faceva caso ai terroristi che facevano centinaia di morti al giorno in Medio Oriente. Poi il problema si è spostato più in qua. Per questo morirò in questa guerra, forse. […] Oggi io mi sento di combattere una guerra: una lotta contro la paura, contro l’ignoranza, contro chi ci vuole spaventati e manipolabili. A tutti loro dico: Noi non abbiamo paura. Noi non dobbiamo avere paura. Perché la paura consuma e distrugge tutto ciò che di bello si trova nel mondo.

E infine la Gioia: Ammettiamo che è stato difficile trovare delle cose belle avvenute in questo anno #maiunagioia. Ma l’immagine della Gioia 2016 è quella di Leonardo Di Caprio che vince (finalmente) il Premio Oscar come migliore attore protagonista. Gioia è Bebe Vio, giovanissima campionessa mondiale di scherma ai Giochi Paralimpici di Rio 2016. Gioia è Nico Rosberg, campione del mondo di F1 all’età di 31 anni.

Ma in fondo Gioia è tutte le volte che rientriamo a casa dopo una lunga giornata e qualcuno ci sorride. Quindi impariamo ad amare le cose semplici e pensiamo che ogni giorno potrebbe essere perfetto se solo lo volessimo di più.

Federica Castellini

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