2021 italiano: che Dio ce la mandi buona

Archiviato senza rimpianti e con molte tristezze il 2020, brindiamo a questo anno nuovo. Il 2021 italiano potrebbe essere quello della resurrezione o viceversa del disastro definitivo.

Saranno, insieme a molti altri argomenti di contorno, essenzialmente due le chiavi di volta che sosterranno gli archi di ingresso e di uscita dai prossimi dodici mesi, la tenuta del Governo e la lotta alla pandemia, e inevitabilmente su questo scriverò spesso le mie considerazioni antelucane.
Cominciamo subito. Se Matteo Renzi farà orecchio da mercante all’invito di Mattarella a “non sprecare energie per inseguire illusori vantaggi di parte” vedremo Giuseppe Conte chiedere i voti per evitare la crisi al Parlamento ed è quasi certo che li troverà in quell’area di centro che i maligni accuseranno di voler conservare le poltrone e i più generosi di anteporre l’interesse generale alle beghe di partito.
Paradossalmente il Governo ne uscirebbe meno debole e certamente in grado di raggiungere la spiaggia del semestre bianco scongiurando così l’elezione di un nuovo Presidente della Repubblica che assomiglierebbe giocoforza a un caudillo sudamericano da operetta messo lì a reggere la coda della destra più sconclusionata a memoria d’uomo. In due parole: “Saremmo fottuti!”.
Sul fronte della pandemia assisteremo alla lenta e progressiva riduzione delle limitazioni di pari passo con il procedere della campagna di vaccinazioni. A parte le prevedibili disfunzioni organizzative su questo versante i sabotaggi non verranno da un politico in cerca di gloria e di quattrini ma da una falange, forse più una falangetta, di autonominati chimici e bioricercatori provenienti dalla società civile che di civile non conserva molto, dai mestieri e dalle professioni. Tutte persone che al primo mal di testa buttano giù manciate di Moment® ma che davanti a decine di migliaia di morti, milioni di contagiati, economia a pezzi, istruzione malconcia, sanità al collasso e vita sociale quasi azzerata si concedono il lusso di fare gli schizzinosi. Come per il paragrafo precedente o costoro recupereranno il senno perduto oppure, di nuovo “Saremmo fottuti”.
E questo è quanto, stiamo a vedere che succede.
Mario Piazza

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