25 Aprile 2018. 73° anniversario della Liberazione dal nazifascismo

25 Aprile 1945. La fine della dittatura e della Guerra. Così iniziò il processo che avrebbe portato all'entrata in vigore della Costituzione Repubblicana, nel 1948,

Fonte immagine: http://www.cno-webtv.it/25-aprile-litalia-simbolo-della-liberta/
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Liberazione, giornata intera”. Probabilmente questa scritta appare su molti smartphone che, tramite la funzionalità “calendario”, fungono da promemoria per festività ed impegni. Questo avviso ci ricorda che stiamo vivendo un giorno di festa e non si tratta di una festa qualunque. Il 25 Aprile infatti ricorre l’anniversario della Liberazione del nostro Paese dal nazifascismo. Un evento che ha segnato l’inizio di una nuova fase storica, che ebbe come esito la nascita della Repubblica e la stesura della Costituzione ancora oggi in vigore.



25 Aprile 1945

Questa data è stata scelta come simbolo della Liberazione e della fine della Seconda Guerra Mondiale per l’Italia. Quel giorno di 73 anni fa, Milano e Torino insorsero, costringendo le forze d’occupazione tedesche e quelle fasciste della Repubblica di Salò a ritirarsi. La ribellione coordinata dai partigiani mise fine anche all’ultima fase della Guerra (1943-1945) che aveva diviso l’Italia in due. Nei primi giorni di maggio, inoltre, le forze Alleate completarono l’avanzata nel Nord Italia, chiudendo definitivamente il tragico capitolo della Seconda Guerra Mondiale. Una tragedia collettiva da cui il nostro Paese seppe rialzarsi riconquistando una libertà a lungo negata.

Il fascismo aveva oppresso il nostro Paese per oltre vent’anni, abolendo completamente ogni tipo di libertà, fin dall’approvazione delle Leggi Fascistissime (1925-1926). Con queste leggi era stata abolita la libertà di pensiero, di parola, di stampa, e ogni altra forma di libertà personale. Queste norme avevano inoltre sciolto tutti i partiti ed i sindacati, estromettendo completamente il Parlamento ed istituendo un Tribunale Speciale che giudicava i reati politici. In pratica sotto un regime di questo tipo si poteva finire incarcerati o uccisi per aver detto una parola sgradita  al Governo. Il regime appoggiò poi il nazismo e promulgò le leggi razziali (1938) contribuendo alla deportazione degli Ebrei nei lager nazisti.

La Liberazione celebra la fine di tutto questo e anche la rinnovata unità di un Paese che tra il 1943 ed il 1945 si era ritrovato diviso. Infatti, dopo l’armistizio dell’8 settembre 1943, mentre gli Alleati avanzarono progressivamente nel Sud, il Nord dovette affrontare l’occupazione tedesca sostenuta dalla Repubblica Sociale Italiana, dove il governo fascista si era riorganizzato ed insediato. In questa fase acquisì grande importanza la Resistenza armata che, riunì uomini e donne di diverse appartenenze politiche e sociali nella lotta per la libertà. In ogni caso l’opposizione al regime non fu solo armata: atti di contrasto e dissenso di vario tipo costellarono tutto il Ventennio da Nord a Sud.

L’importanza della memoria

Al termine di questa fase tragica e sanguinosa le forze politiche che avevano animato la Resistenza durante il conflitto, superarono le proprie divergenze. Si diede così vita al processo che porterà alla nascita della Repubblica e alla promulgazione della Costituzione che compie 70 anni quest’anno.  Il giorno della Liberazione ci ricorda il nostro status di cittadini liberi che va difeso come qualcosa di molto prezioso.

Per questo il riaffiorare ogni anno di svariate polemiche sulle associazioni che dovrebbero o non dovrebbero partecipare alle manifestazioni di commemorazione fa male. Eppure nuove dispute riaffiorano dalle pagine dei quotidiani, mentre anche altri episodi piuttosto recenti hanno destato preoccupazione.

Il significato del 25 Aprile va dunque ricordato con rinnovata convinzione perché come diceva Primo Levi:

Tutti coloro che dimenticano il loro passato, sono condannati a riviverlo.

Gessica Liberti

 

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