Se dico Narratè, prepara le tazze e inizia a leggere

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Puoi leggere, leggere, leggere, che è la cosa più bella che si possa fare in gioventù: e piano piano ti sentirai arricchire dentro, sentirai formarsi dentro di te quell’esperienza speciale che è la cultura.”

Dialoghi con Pasolini su «Vie Nuove» 1965

Aveva ragione Pasolini. Meglio, ha ragione Pasolini: bisogna leggere! Perché basta cambiare accento e dal verbo lèggere si giunge ad essere leggère e leggeri: e la leggerezza la si deve imparare per farla propria. È vero che i Libri non insegnano a vivere ma dai Libri, da quello che altri ed altre hanno scritto, si può apprendere il giusto modo per farlo.

Perché leggendo si impara la pazienza, si impara la sensibilità, si impara il coraggio e quella rara virtù della delicatezza: e le cose più belle che esistono, sono quelle che non creano frastuono, che non urtano, che non impongono forza e che non recano danni. Ha ragione Pasolini: e mi permetto di dire che una persona che legge la si riconosce anche dopo una breve chiacchierata. E non perché utilizza chissà quali termini ricercati, non perché fa riferimenti a personaggi celebri passando con facilità dalla storia alla letteratura, dall’arte alla scienza, e nemmeno perché si vanta di farlo: una persona che legge la si riconosce dai modi, dal come. Per questo Pasolini esortava alla lettura: perché se domina la Cultura, non c’è spazio per la violenza né per l’ipocrisia né per la cattiveria (e parlo anche della cattiveria quotidiana, quella che si veste di frivolezza ma è ugualmente spietata).

Bisogna leggere! Anche perché leggere è l’unico vizio che, a differenza degli altri, causa l’indipendenza! E bisogna farlo sempre, ogni istante è quello giusto: anche i cinque minuti che servono ad una bustina di tè per sciogliersi nell’acqua calda. Adriano Giannini e i suoi collaboratori (cioè la Narrafood srl, la start up italiana ideatrice di questa creazione), hanno pensato proprio a questo momento prima di proporre la realizzazione dei Narratè: la bustina del tè collegata ad un piccolo libro la cui lettura dura proprio il tempo dell’infusione della bevanda. Geniale!

Pochi giorni fa sorridevo davanti ai Librobottiglia ed oggi non ho potuto non farlo davanti ai Narratè! Perché leggere rende valido anche il tempo dell’attesa che può essere noioso, può apparire sterile e può innervosire: se però la trasformazione che sta avvenendo nella tazza concilia con quella che avviene nella testa di chi legge, bè, vale la pena aspettare… Un tè caldo resta sempre il modo migliore per riscaldarsi e se a far compagnia è un piccolo libro, il calore giunge proprio ovunque.

Un’avvertenza: prima di mettere a bollire l’acqua per il tè, non preparate solo i biscottini ma preparatevi anche per un piacevole viaggio. La Narrafood, in collaborazione con la Narraplanet, ha creato quattro essenze di tè che evocano quattro tra le più belle città italiane: Roma, Firenze, Venezia e Milano. Ognuna composta con ingredienti diversi, come lo sono le città e come lo è ogni lettura.

E pensare che ho sempre preferito le grandi tazze per bere il tè: perché bevendoci, mi pareva di nascondermi in mezzo a quella larghezza, a quel fumo e a quel profumo. Non sarà certamente un trauma nascondermi tra le parole, tra le pagine di un libro.

Prendetevelo un momento per bere un buon tè, un momento per leggere, un momento per voi.

 

Deborah Biasco

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