La formula della vittoria… Una sola?

by Ultima Voce | 25 Novembre 2015 1:14 pm

Se andiamo a vedere le prime della classe nel nostro campionato (Inter, Napoli, Fiorentina) possiamo distinguere tre diversi stili di gioco e interpretazioni del calcio totalmente diversi.
Si passa dal gioco muscolare ed essenziale di Mancini, al Calcio spettacolo e meticoloso di Sarri, fino allo stupendo gioco ma con qualche amnesia espresso dalla squadra di Sousa.Ma visto che tutte e tre sono la davanti, viene da chiedersi… Qual è la formula (come quelle utilizzate dai chimici) che permette di vincere il campionato di Serie A? O meglio, ne esiste una?

Fonte: Wikipedia.org

Per capirlo bisogna analizzare tre punti fondamentali a cui ogni allenatore deve prestare attenzione.

Numero uno: Il modulo. Ma più precisamente, il cambio di modulo. Si può pensare ad un allenatore integralista, che porta a testa bassa il proprio modulo di riferimento all’interno di un’organico, adattando così i giocatori ad esso? La risposta ovvia è No. L’esempio più chiaro è sicuramente Rafa Benitez. Il suo Napoli, negli ultimi due anni, ha giocato a sua immagine e somiglianza. E il risultato, è sempre stato quello di una squadra votata all’attacco, con molta poca attenzione alla fase difensiva, scelta che in Premier può risultare azzeccata, ma in Italia diventa pericolosissima.

Meglio, quindi, un allenatore flessibile che sa studiare al meglio i suoi giocatori e riesce a metterli in campo nel miglior modo possibile: vedi Sarri (che ha cambiato il modulo dopo solo due giornate, spostando un imprescindibile Insigne a destra, suo ruolo naturale, e rendendo così il suo Napoli molto più equilibrato) e Mancini (che cambia modulo quasi ad ogni partita, in base ai giocatori a disposizione).

Il secondo punto è il tipo di gioco da esprimere in campo.
Nessuno nega che un gioco spettacolare come quello del Barcellona sia più affascinante, ma non è detto che sia sempre più efficace. L’Inter ha dimostrato come si possano vincere partite a suon di 1-0, fatti di muscoli e intelligenza tattica molto più che di dribbling e calcio champagne.
Dall’altro lato però il Napoli e la Fiorentina sono a due soli punti dalla vetta, posizioni conquistate grazie ad un calcio spettacolare espresso in tutte le partite, specialmente in quella fantastica sfida che li ha visti contro al San Paolo.

L’ultimo aspetto è sicuramente quello del turnover:
Anche qui si intravedono le diverse mentalità degli allenatori, che però gli stanno vedendo sul tetto d’Italia fino ad ora.
Si passa dal turnover sfrenato e quasi assurdo di Mancini, chiaro sintomo di sicurezza nei propri mezzi e di un’idea tattica ben impressa nella mente di TUTTI i giocatori, ai soli 17 giocatori utilizzati dal primo minuto da Sarri, nemico dichiarato del turnover.

La domanda quindi rimane: esiste una vera formula per vincere il Campionato?
La parola al campo, perché in Italia, si sa, siamo schiavi SOLO dei risultati.

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