Le cartoline dimenticate: persa l’usanza di spedire biglietti illustrati

Come si è persa la romantica tradizione di inviare cartoline postali

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Le cartoline trasmettono un messaggio attraverso parole e immagini. Ci sono quelle spedite dalle vacanze, le cartoline natalizie e gli intramontabili inviti. Ogni cartolina ha la sua funzione. Ma lo scopo che le accomuna è il voler comunicare: “ti sto pensando, questo biglietto è per te”.

La tradizione di spedire biglietti illustrati risale alla fine del Settecento quando, in Europa, iniziarono a diffondersi litografie da collezione.

In Italia l’usanza prese piede dopo l’invenzione della cartolina postale nella seconda metà del secolo XIX. La semplice cartolina scritta e francobollata, si trasformò in illustrazione con l’avvento delle cartoline pubblicitarie e quelle commemorative.

Al 1870 risale anche la nascita delle tedesche “gruss aus(saluti da) ovvero litografie con riproduzioni  di luoghi turistici da inviare in occasione di viaggi e vacanze. Le stesse si diffusero in italia pochi anni dopo. Col tempo le immagini illustrate furono sostituite dalle fotografie.

La varietà dei soggetti crebbe nel tempo, passando dalle semplici foto dei monumenti ad immagini più elaborate e fantasiose.

cartoline

Fino alla metà degli anni ’90 l’uso di cartoline è stato piuttosto frequente. Principalmente quelle inviate ad amici e parenti dalle vacanze. Ma col passare del tempo questa abitudine è andata perduta. Gli auguri vengono inviati tramite mezzi di messaggistica molto più immediata e per i racconti dei propri viaggi si preferiscono altri tipi di comunicazione.

Resistono gli inviti agli eventi importanti seppure non sia da escludere che presto verranno sostituiti da ben più ecologici “inviti virtuali” attraverso piattaforme informatiche.

Certo una scelta che fa bene all’ambiente. Ma che di fatto cancella un po’ di poesia dalle nostre vite.

Se dovessimo domandare ad un ragazzo sotto i vent’anni se ha mai spedito una cartolina, probabilmente risponderebbe che non l’ha mai fatto, anzi che ne conosce l’uso solo per sentito dire. Le cartoline illustrate hanno ormai lo stesso fascino vintage delle musicassette, dei giochi da tavola e del game boy.




Eppure un tempo era quasi prassi consolidata quella di spedire cartoline dalle vacanze. Il fascino speciale di dedicare a qualcuno un pensiero che fosse unico. L’impegno di segnare un indirizzo, scegliere la foto e la frase adatta e calcolare le tempistiche di spedizione.

Ma come mai si è persa l’abitudine di spedire cartoline? La ragione va come sempre ricondotta all’avanzare della tecnologia. Con i moderni mezzi di comunicazione, in cui puoi mandare centinaia di foto della tua vacanza, non ha più senso  prendersi la briga di cercare la foto giusta ed elaborare un messaggio originale ed esclusivo per ciascun destinatario.

Anzi, persino l’invio di foto e pensieri attraverso la messaggistica istantanea è oramai superato. Basta condividere una “storia” ed il gioco è fatto. Quasi tutti i contatti sono  aggiornati sull’andamento della vacanza con poche e semplici mosse.

Certo, l’effetto non è lo stesso. Quello che viene a mancare è il rapporto personale fra mittente e destinatario. Con la condivisione istantanea attraverso i social, di fatto, il racconto di un viaggio o un augurio diventa generico e del tutto impersonale. Quando si scriveva una cartolina quello che contava non era il messaggio in sé, ma il fatto che si pensasse a comunicarlo ad una persona in via del tutto esclusiva, o tuttalpìù ad una cerchia ristretta di amici e parenti.

E’ quindi scomparso il messaggio diretto e “pensato”. Quello che faceva sentire speciale chi riceveva il biglietto.

Ormai la cartolina è diventata un pezzo da collezione, un po’ come il suo fedele amico francobollo. Persa la sua funzione di messaggio è diventata un bell’articolo da conservare in un album o da esporre in una teca. Eppure il romanticismo rimane. Non si tratta di un bene dimenticato. Tramutate nel ricordo di un evento, un viaggio o una persona, le cartoline restano un oggetto unico e con un forte significato.

Maria Luisa Ancona

 

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