A cena con Lloyd e “Sir”. Intervista all’autore Simone Tempia

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Simone Tempia, classe 1983 –“non molto giovane, ma nemmeno molto vecchio”, come si è definito ridendo-, è uno scrittore diventato celebre grazie ai dialoghi surreali ed agrodolci tra “Sir” e il suo maggiordomo “Lloyd”: due personaggi di fantasia nati sui social e divenuti in poco tempo protagonisti di due libri di successo.

L’idea nacque infatti su Facebook nel 2014, con la pagina di “Vita con Lloyd”, nella quale un brillante maggiordomo guidava il suo padrone/amico attraverso gli intrecci della vita quotidiana, con una pacatezza ed un rigore saggio, talvolta sottilmente ironico, ma sempre puntuale.
Nel 2016, Simone pubblica la prima raccolta di questi brevi dialoghi: “Vita con Lloyd”, il tutto accompagnato dalle ironiche illustrazioni di Tuono Pettinato.
Un anno dopo esce “In viaggio con Lloyd” ed ora il maggiordomo tanto amato torna con la raccolta “Un anno con Lloyd”.

Incontro Simone in un ristorante rustico in centro Aosta, al termine di una presentazione del suo ultimo volume. Il luogo stona un poco con la sua eleganza english, sostenuta da due baffi scuri, come i suoi occhi, ed assai curati.
Galante come i suoi personaggi, risponde alle domande, tra un boccone e un bicchiere di vino della casa.

Eccoci, Simone. Come è nata l’idea di questi due personaggi?

A volte le persone pensano che io abbia passato molto tempo a riflettere su questa figura del maggiordomo. In realtà di tempo ce ne ho passato: 20 anni. Sapevo di voler fare lo scrittore già a 14 anni e da allora ho fatto molti tentativi per cercare di trovare qualcosa di “mio”. Lloyd e Sir sono però nati con naturalezza, come risultato spontaneo di questi anni di studio e ricerca… All’improvviso.
Tutto è cominciato, infatti, da una banale notte insonne. Hai presente quelle notti in cui ti svegli di continuo e ti giri e rigiri nel letto? Ecco… Avevo mangiato pesante la sera prima (ride).
La mattina, ancora affaticato da questa nottata difficile, ho scritto il primo dialogo e l’ho pubblicato sul mio profilo personale. Da lì a poco è nata la pagina: sentivo di aver scritto qualcosa di carino… Di mio, finalmente.

Sir sei tu. Ma Lloyd è ispirato a qualcuno?

Sì e no… Non c’è un’ispirazione letteraria o univoca. Lloyd è un punto di vista diverso rispetto al mio e a quello che mi circonda. È una prospettiva differente, non giudicante, ma al contempo non assecondante.
Lloyd è un collettore di voci, che richiama gli amici più saggi, i parenti, i nonni… Tutte quelle persone che ti hanno dato buonissimi consigli e che tu hai puntualmente disatteso. Allo stesso tempo è un cambio di prospettiva su quello che sei tu, che credi e ti sei narrato fino a quel momento.

Metti mai in atto qualcuno dei consigli che “ti dai”?

Mi piacerebbe tanto! Tendenzialmente le persone pensano che i dialoghi nascano da un momento di difficoltà che devo risolvere. In realtà nascono dagli errori. Non mi trovo in un bivio della vita, evoco il maggiordomo immaginario e trovo la soluzione. Semmai è più un trovarsi ad un bivio, prendere la peggiore strada possibile, immergersi nella lava fino alle caviglie, trovarsi ustionato e chiedersi per quale ragione io abbia continuato a camminare in quella direzione nonostante vedessi la lava avvicinarsi. A quel punto arriva Lloyd, che è un “cercare di capire perché si sbaglia.

Lloyd ci riconcilia con il mondo ogni volta che ci sentiamo fuori posto. Qual è il momento in cui ti sei sentito più fuori posto di tutti?

Vivo una perenne condizione di disagio, io (ride). Quindi è difficile scegliere un solo momento. Forse, il momento in cui ti arriva una mousse al cioccolato e stai rispondendo a un’ intervista (ride di nuovo).

Lo lascio mangiare il tanto atteso dolce, vista la risposta, e poi torno alla carica con altre domande.

La tua più grande paura.

Le paure cambiano con il tempo: prima avrei potuto dire altro, ora sono diventato papà e le mie paure sono totalmente diverse. Credo che in generale, la mia più grande paura sia l’impotenza. Essere al centro di qualcosa che sta accadendo, che fa male alle persone a cui vuoi bene e/o a te e non poter far nulla per agire.

Se tu potessi dare un consiglio al te adolescente, cosa gli diresti?

Continua a crederci.

La scintilla che ti ha fatto scrivere?

Lo capisci… Tutti lo capiscono. Alcuni pensano sia una stupidaggine o inutile. Molti ti dicono e ripetono che sono solo sogni giovanili. Ma, alla fine, siamo una società in cui uno stage viene pagato meno di una serata in cui suoni con la tua band in una birreria. Non sussiste alcun motivo, allora, di fare uno stage in un’azienda che non ti interessa. Se vuoi suonare, suona. Credo molto che la crisi del 2009, che si sta trascinando fino ad oggi, abbia dato a molti l’opportunità di fare ciò che volevano, perché tanto a livello economico non v’erano grosse alternative. Penso che oggi sia il momento più adatto per crederci.

“Ho sentito che il tuo libro è legato all’Università di Kore Enna: in che modo?”

Qualche tempo fa mi contattò Il Dottor Nanni Presti dell’Università Kore Enna, un docente di psicologia e rappresentante dei “comportamentisti” di Boston. Mi disse di aver riscontrato un effetto positivo sulle persone che leggevano il mio libro. Aggiunse inoltre di voler iniziare una sperimentazione scientifica al riguardo. Sperimentazione che parte dal presupposto del perché, parole e metafore, costruite in una determinata maniera, possano creare un beneficio nelle persone.
Hanno visto che i miei dialoghi allenavano la mente a fare un cambio di prospettiva sui problemi. Quindi stanno, attualmente, “somministrando” in Università i miei dialoghi, in numero crescente.

“Ultima domanda: progetti futuri? Stai lavorando a qualcosa?”

Di sicuro un nuovo libro nel 2020. Continuare a portare avanti il progetto Vita Con Lloyd finché avrò qualcosa da dire ed essere felice… Che non sembra, ma è un bel progetto a lungo termine.

 

Isabella Rosa Pivot

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