A Napoli c’è un corrimano per persone cieche: la bellezza del golfo diventa accessibile

Image credit: Barbara Esposito
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Di Iacopo Melio


Quando si parla di turismo accessibile non parliamo solo di spiagge attrezzate con pedane intorno agli ombrelloni e sedie anfibie per fare il bagno in mare; né di passerelle e percorsi comodi per fare trekking in montagna; e neppure di musei, piazze e locali senza scalini al proprio ingresso. Parliamo, oltre ogni struttura e architettura, di emozioni e sentimenti, di impressioni e ricordi, di idee e sogni.

Fonte: polonapoli-projects.beniculturali.it






E un bel sogno è fiorito a Napoli grazie a
un’idea dell’artista napoletano Paolo Puddu: si chiama Follow the shape (“segui la forma”) ed è un corrimano che si affaccia su una vista mozzafiato dai bastioni di Castel Sant’Elmo (collina del Vomero), la cui particolarità è quella di essere inciso in caratteri Braille per permettere alle persone cieche la descrizione del paesaggio. Caratteri più grandi del solito perché, come spiega l’autore, l’invito è quello a rallentare per fare attenzione ad ogni singola parola tratta da “La terra e l’uomo”, libro scritto nel ’47 dal geografo e geologo Giuseppe de Lorenzo.

Basta un semplice contatto, lo sfiorarsi delle dita contro il metallo riscaldato dal sole del golfo, per creare subito una magia. Sì, “magia” perché purtroppo accorgimenti semplici, che migliorerebbero la vita dei turisti (ma anche dei cittadini stessi, non dimentichiamolo!), paiono tutt’ora delle sfide difficili, se non impossibili da affrontare. Eppure basterebbe davvero poco, come il buonsenso, che poi “poco” non è.

Ancor più bello è il fatto che una simile opera sia stata realizzata da un’artista, perché ci ricorda come ognuno di noi possa davvero portare un contributo per l’inclusione di tutte le persone attraverso il proprio mondo e la propria esperienza, non solo privata ma anche lavorativa. Così l’isolotto di Megaride, i Campi Flegrei, il Castel dell’Ovo e la sirena Partenope, Capo Miseno e i profili di Capri, Ischia e Procida, e infine la stazza del Vesuvio ma anche tanto altro, sono adesso una conquista che dobbiamo festeggiare.

Perché Paolo Puddu, classe ’86, ha fatto di un “confine” rappresentato dal suo corrimano una finestra che si affaccia sulla bellezza, rendendola accessibile anche alle persone cieche. Una Bella Storia la sua, che elimina qualunque “dentro/fuori”, e lo fa grazie a un binario da percorrere in punta di dita verso un pezzo di libertà.

2 Comments
  1. Pasquier says

    E ben sì, l’arte e la poesia sono un nutrimento vitale quanto mangiare, dormire, bere, avere amici, leggere, essere amato… nutre l’anima e rinforza l’ottimismo, e ci fa entrare in relazione con il più grande, con la bellezza e la natura. E chi ha una cecità non può farne a meno, quanto chi non ha nessun handicap. Grazie della bella testimonianza, grazie della generosità di questo artista che se lo è ricordato.

    1. Ultima Voce says

      Grazie per il tuo commento. Un abbraccio, nella speranza di poterci rileggere presto ancora una volta

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