A Torino, la crisi deve fare i conti con l’arte

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Alle cartoline che raffigurano le città, ho sempre preferito il racconto di persone che le hanno viste, che ci hanno vissuto, che ci hanno trascorso del tempo… perché ogni città è la più bella per chi, per le sue strade, ha trovato quello che stava cercando: e che siano le briciole di Pollicino, o la direzione contraria di  Fabrizio De André, o la risposta di Italo Calvino, non conta poi così tanto. Quello che importa davvero, è che ogni città è quella giusta se chi vi si reca, la definisce in questo modo.

Per questo, è bellissimo quando, rispondendo alla tipica domanda “Cosa c’è lì di bello da vedere?”, la risposta ha a che fare con “credo di essere la sola ad amarla”: perché il valore, il significato di una strada, di una piazza, di un museo o di una chiesa, lo decide chi, in quel posto, ha vissuto istanti, situazioni speciali. Perché le città sono semplicemente brave a nascondere i loro segreti: ma li hanno. E spesso, questi vengono fuori grazie al concorso dell’originalità e della creatività delle persone che le abitano: come sta accadendo a Torino!

Se avete in mano la carta geografica di questa città, fatevi guidare fino a via Luini. Ed una volta giunti, giunte sulla strada, togliete gli occhiali da sole: e godetevi l’arte che sta rendendo questo pezzo di città, un’opera rivoluzionaria oltre che artistica. I murales sulle saracinesche che i e le commercianti non vogliono chiudere a causa di una crisi che sta cercando di spegnere ogni forma di iniziativa e di entusiasmo così come le strisce pedonali colorate che stanno dando un tocco di vivacità ad uno spazio grigio e monotono, sono i primi segni di un’arte di strada e per la strada!

Probabilmente, perché Torino sa che il cambiamento si muove percorrendo la stessa via degli uomini e delle donne di ogni tempo; Torino sa che il grigio e la staticità devono essere sostituiti da voglia di azzardare e dalla stravaganza; Torino sa che nessuna crisi può veramente fermare la mente e la mano degli artisti e delle artiste che da sempre sono consapevoli, come Einstein, che la crisi è la miglior cosa che possa accadere alla persona: perché è nella crisi che si cerca e si trova la possibilità di superarla, di rialzarsi e di continuare.

E alla bellissima “passeggiata” che una cara voce mi ha permesso di fare a Torino, facendomi passare da “Piazza Castello, da Porta Palatina, da Porta Palazzo e dalla zona del lungo Po tra cui piazza Vittorio, che concede una bellissima vista sulla Gran Madre”, aggiungo via Luini! Come segno di uno spirito di iniziativa e di ripresa che si esprime attraverso l’arte e che sembra cadere da chissà quale nuvola, fino a raggiungere l’asfalto, la strada, le strisce pedonali che diventano colore e vivacità e sorpresa!

Che la strada, ogni strada, sia luogo di belle sorprese… sempre. Per chiunque le percorre, in qualsiasi modo. E che ogni strada sia sempre illuminata dalla voglia di procedere e di progredire: come persone e come popoli.

Deborah Biasco

 

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