Aardman Animations ora appartiene ai suoi stessi dipendenti

Mantenuta la promessa dei due fondatori dello studio d'animazione britannico

Le 140 persone che lavorano alla Aardman ora sono titolari delle quote di maggioranza della casa che ha fatto della claymation il suo carattere distintivo.

Shaun the Sheep è una serie animata realizzata dalla Aardman Animations, divenuta protagonista di un lungometraggio nel 2015. Fonte: popmatters.com
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Pensando all’industria dell’intrattenimento, è molto comune vedere le grandi major assorbire aziende per così dire “rivali” o di entità minore: basti pensare ai recenti acquisti della Marvel e del brand di Guerre Stellari da parte della Disney; dati i tempi, sembra molto difficile per un piccolo studio di animazione mantenere una certa indipendenza e raggiungere una fama considerevole.

Tale considerazione sembra però perdere di valore di fronte al caso della Aardman Animations, studio d’animazione inglese situato a Bristol e fondato nel 1972 da Peter Lord e David Sproxton, il cui legame lavorativo nasce durante gli anni dell’accademia. Lo studio iniziò con dei lavori per la tv e dei corti animati, ma il primo riconoscimento internazionale arriva nel 1993, quando la Aardman vinse l’Oscar per il corto The Wrong Trousers, in cui sono protagonisti il duo Wallace e Gromit; la casa d’animazione inglese ha dato la luce ad altri cartoni animati noti e apprezzati come Galline in fuga (2000), Shaun the Sheep e il più recente I Primitivi (2018).

La Aardman può vantare altri tre premi Oscar e ben dieci nomination agli stessi, oltre ad altri importanti riconoscimenti del mondo dell’animazione ad ulteriore conferma della qualità delle opere prodotte dallo studio.

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Da sinistra, David Sproxton e Peter Lord, fondatori della Aardman Animation

La peculiarità di questa casa d’animazione è tuttavia la tecnica in cui è specializzata e maggiormente nota, fino a diventare il suo “marchio di fabbrica”, ossia la claymationusata per realizzare, tra l’altro, anche The Nightmare Before ChristmasParaNormanCoraline: essa consiste nell’animazione tramite stop-motion di pupazzi in plastilina. I tempi e la cura richieste sono estremamente alte, tuttavia i risultati possono essere stupefacenti, come dimostrano i lavori della stessa Aardman Animations. Un’altra caratteristica peculiare è l’umorismo british che rende la comicità delle loro opere apprezzabile anche ad un pubblico più adulto.

Nonostante la fama e i profitti di cui gode però la Aardman non può di certo competere con grandi aziende come la Disney o la Sony Animation: ciò la rende vulnerabile al rischio di venire assorbita da studi d’animazione molto più grandi.




Una decisione controcorrente

È notizia di due giorni fa che i due fondatori, Lord e Sproxton, hanno venduto le quote di maggioranza (circa 75%) ai 140 dipendenti della casa d’animazione e ai 180 collaboratori esterni, garantendo all’azienda la totale indipendenza: tale scelta ha delle motivazioni precise, da identificarsi nella volontà di conservare lo spirito e la libertà creativa che hanno fatto la grandezza della Aardman in tutti questi anni. Come afferma Peter Lord al Guardian:

Stiamo facendo questo perché amiamo la compagnia e ci piace pensare che questa sia la decisione migliore. Non si tratta del mio ritiro o di quello di David, ma è un accordo di continuità. Abbiamo sempre creduto che l’indipendenza fosse il nostro punto di forza. Non abbiamo dovuto sottostare ai dettami di nessuno e abbiamo potuto fare le nostre scelte. […] Se vendessimo la Aardman ad un grande studio, sarebbe un rischio. Potrebbero dire: “Convertiamo tutto in CGI e facciamolo girare a Singapore.”

Infatti, lo spirito british che anima i prodotti della Aardman ha reso i suoi prodotti molto distinguibili nel mondo dell’animazione, dominato dalla cultura statunitense, proponendo un riferimento culturale alternativo e di alta qualità. Tale scelta è in parte motivata anche dal futuro incerto delineato dalla Brexit per l’industria cinematografica britannica.

Il nostro desiderio è produrre film d’animazione britannici. Il pubblico internazionale è pieno di film americani. Noi crediamo in una voce ed una cultura diversa, con riferimenti e senso dell’umorismo differenti, che punta ad un mercato globale ma [sia] britannica. [Peter Lord]

Una decisione non comune, ma che pone al primo piano la preservazione della “britannicità” della Aardman, divenuto il suo tratto distintivo.

In ciò non è tanto dissimile dall’irlandese Cartoon Saloon, che tramite precise scelte tecniche (l’uso dell’animazione 2D), stilistiche e di contenuto (molte delle opere prodotte da quest’ultimo studio mostrano una profonda conoscenza della cultura irlandese e nordica) si è data un’identità fortemente riconoscibile nel vasto mercato dell’animazione.

Barbara Milano

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