Abbandonata neonata con sospetta sindrome di Down in una culla termica a Napoli

La bambina è in buone condizioni: scatta la gara di solidarietà tra i cittadini

Grazie alle culle per la vita sono molti i neonati salvati dal rischio di abbandono e d’infanticidio

0

Sabato 2 dicembre alle 13,30 è stata abbandonata nella culla per la vita “Ninna ho” del Policlinico Federico II di Napoli, una bambina di soli quattro mesi, con probabili origini est europee e sospetta sindrome di Down.

La piccola è in buone condizioni grazie al tempestivo intervento della Terapia Intensiva Neonatale della struttura ospedaliera: appena scattato l’allarme, il medico di guardia Letizia Capasso ha immediatamente attivato il trasporto della piccola nel reparto di Neonatologia.

Il primario di neonatologia e terapia intensiva neonatale del Policlinico, Francesco Raimondi, ha affermato che chi ha abbandonato la piccola prima di farlo se ne era preso cura e ha dichiarato:

“Ripenso al neonato ritrovato in una discarica a Venezia, in un sacchetto dell’immondizia, morto. E culle come la nostra, spiega il primario, possono salvare tanti bambini da destini terribili come questo”.

Appena si è diffusa la notizia, è scattata una gara di solidarietà tra i cittadini.

Anche Giovanni Paolo Ramonda, presidente della Comunità Papa Giovanni XXIII, ha dichiarato:

“Siamo disponibili ad accogliere la neonata con sindrome di Down abbandonata a Napoli. In una delle nostre case famiglia potrà ricevere l’affetto di un papà, di una mamma e di tanti fratelli”.

A Napoli è il secondo caso del 2017: lo scorso agosto il piccolo Alessandro, di soltanto due settimane, era stato lasciato nella culla termica “Ninna ho” e poi salvato.

Il progetto non è il primo in quest’ambito, infatti in Italia sono numerose le Culle per la vita.

Ruota degli Esposti dell’ospedale di Santo Spirito in Sassia a Roma

 

In Italia la prima Ruota degli Esposti risale al XIII secolo ed è situata presso l’ospedale di Santo Spirito in Sassia a Roma: si trattava di un semplice cilindro di legno situato nel vano di una finestra che ruotava su un perno; la persona addetta all’accettazione, avvisata dal suono di un campanello, faceva girare l’apertura e accoglieva il neonato.

Ninna ho è un progetto nato nel 2008 contro l’abbandono neonatale della Fondazione Francesca Rava N.P.H. Italia Onlus e del Network KPMG in Italia, il primo a livello nazionale ad aver ricevuto il patrocinio del Ministero della Salute e della Società italiana di neonatologia.

Anche il Movimento per la Vita Italiano (MPV), Federazione di promozione e difesa del diritto alla vita e la dignità di ogni uomo (in particolare del bambino concepito e non ancora nato), ha proposto leCulle per la vita, moderna riedizione appunto delle Ruote degli esposti.

Il loro obiettivo è di consentire alle donne in grave difficoltà di poter partorire in anonimato e sicurezza e di far sapere a tutte le future madri che la legge italiana (in particolare il DPR 396/2000) prevede il rispetto dell’eventuale volontà della puerpera di non essere nominata.

Vale a dire che per le partorienti esiste la possibilità di lasciare il neonato in ospedale nel più totale anonimato o, nel caso in cui il parto non avvenisse in ospedale, di lasciare il bambino in speciali culle termiche presenti in diversi ospedali italiani.

La culla termica, o culla per la vita, è una struttura pensata proprio per permettere di lasciare, totalmente protetti, i neonati da parte delle mamme in difficoltà nel pieno rispetto della sicurezza del bambino e della privacy di chi lo deposita.

Si trova in luogo facilmente raggiungibile, garantisce l’anonimato della mamma che vuole lasciare il bambino ed è dotata di una serie di dispositivi (riscaldamento, chiusura in sicurezza della botola, presidio di controllo h 24 e rete con il servizio di soccorso medico) che permettono un facile utilizzo e un pronto intervento per la tutela del bambino.

 

Fadua Al Fagoush

Leave A Reply

Your email address will not be published.