L’abuso di sostanze alcoliche accorcia la vita dai 2 ai 5 anni

La pericolosità dell'alcol

Una ricerca pubblicata sulla rivista Lancet, sottolinea che in molti paesi i limiti di alcol vanno abbassati. Dallo studio non emerge nessun beneficio per i consumatori ma solo un aumento del rischio di ictus, ipertensione e aneurisma .

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Bere alcol accorcia la vita: queste sono le conclusioni a cui è giunto lo studio condotto dall’ Università di Cambridge raccogliendo i dati di quasi 600.000 bevitori abituali in 19 paesi, che hanno riferito consumi di alcol diversi e comunque superiori ai 100 grammi settimanali. Lo studio sugli effetti dell’alcol sulla salute è stato co-finanziato dalla British Heart Foundation.




I partecipanti erano tutti provenienti da 19 Paesi ad alto reddito medio e quasi metà di loro è risultato proveniente dal Regno Unito. Secondo i ricercatori circa metà dei partecipanti consumava in media 12,5 unità di alcol a settimana, corrispondenti a circa 5 pinte di birra o ad altrettanti bicchieri di vino di grandezza media, mentre l’8,5% raggiungeva un consumo tre volte superiore. Chi consuma oltre le 10 unità (equivalenti a circa due bottiglie di vino) ha visto l’aspettativa media ridursi di due anni, mentre per chi tocca quota 18 la riduzione si spinge fino a 5 anni di vita. Un maggiore consumo di alcol è stato associato a un più alto rischio di ictusipertensione e aneurisma di tipo mortale, oltre a scompensi cardiaci.

In molti sottovalutano i danni devastanti che l’assunzione sconsigliata di alcol può portare all’organismo soprattutto in età adolescenziale quando non si dovrebbe esagerare. Purtroppo però l’idea generale è portata a condannare le sigarette in maniera molto più pesante, senza rendersi conto che i danni sono praticamente di pari entità se si assume una quantità eccessiva di alcol.  Ad oggi in Italia le linee guida sul consumo di alcol raccomandano di non superare gli 84 grammi settimanali per le donne e i 168 grammi per gli uomini. Edoardo Casiglia, professore di medicina interna dell’Università di Padova, altro autore dello studio scientifico, ha affermato che questa ricerca evidenzia la necessità e il bisogno di abbassare i limiti di consumo di alcol in molti paesi del mondo.
Alessandra Serratore

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