L’accelerazione sociale rappresenta la spiegazione al perché viviamo in un’epoca con più agevolazioni tecnologiche che mai, eppure continuiamo a percepire una costante mancanza di tempo.
Se la tecnologia doveva rappresentare una liberazione facilitando molti aspetti della nostra vita quotidiana, la nostra realtà è costituita sempre di più da fattori stressanti legati al poco tempo che abbiamo a disposizione e che, forse, gestiamo male. Ma come siamo arrivati ad esaurire la nostra disponibilità temporale?
Per capire in che modo siamo arrivati a questo punto possiamo affidarci alla teoria dell’accelerazione sociale, proposta dal sociologo e teorico sociale tedesco Hartmut Rosa, che rappresenta una delle idee centrali nella comprensione della società moderna.
Secondo il sociologo tedesco, viviamo in un mondo dove tutto accade sempre più velocemente, ma non si limita a descrivere la velocità con cui viviamo, bensì ne esamina le implicazioni che si riflettono sulla nostra quotidianità. Nulla dura a lungo: il mondo cambia troppo in fretta, così il nostro vissuto e le nostre aspettative per il futuro smettono di avere lo stesso valore molto velocemente, come se quasi “invecchiassero”, ma nel frattempo noi perdiamo punti di riferimento.
Ciò che consideriamo utile oggi, domani potrebbe non esserlo più
Questo proprio a causa del contesto sociale in cui siamo immersi che cambia velocemente, fenomeno che prende il nome di “decadenza dell’affidabilità”. È una condizione permanente nell’essere umano moderno: ci sentiamo costantemente in ritardo, seppure stiamo correndo senza sosta, tra cambiamenti e obiettivi, non ci fermiamo mai realmente e questo porta a sentirci costantemente sotto pressione, come se non ci fosse mai abbastanza tempo per vivere.
Hartmut Rosa nel suo libro “Accelerazione e Alienazione. Per una teoria critica del tempo nella tarda modernità” sostiene che l’accelerazione non è un fenomeno unico ma è composto da tre dimensioni principali che, alimentandosi reciprocamente, contribuiscono a rendere dei valori come l’efficienza e la rapidità come fondamentali:
- Accelerazione tecnologica: è forse la più ovvia delle tre e fa riferimento allo sviluppo delle tecnologie all’interno della vita quotidiana che promettono di facilitarci la vita grazie alla loro efficienza, tuttavia hanno radicalmente cambiato la nostra percezione di tempo e spazio.
- Accelerazione dei mutamenti sociali: fa riferimento alla velocità con cui si manifestano i cambiamenti sociali. Infatti, assistiamo a rapidissimi cambiamenti nei valori culturali e nelle norme sociali e ciò genera una grave sensazione di instabilità e adattarsi può essere veramente estenuante.
- Accelerazione del ritmo di vita: si riferisce al fatto che nelle società moderne esiste una nuova regola non scritta: cercare di fare sempre più cose in meno tempo. Definita da Rosa come “un aumento del numero delle singole azioni o esperienze in un’unità di tempo”, questo per cercare di stare al passo con un mondo che corre. Si tratta di una pressione sociale, non una scelta: se non siamo sempre impegnati allora stiamo perdendo il nostro tempo e il nostro valore.
Il presente sembra aver perso quel valore di cui una volta forse godeva
L’accelerazione sociale ci ha tolto la capacità di vivere il momento presente, eppure il futuro rimane incerto. Più acceleriamo e più sembra che il futuro, in qualche modo, ci sfugga di mano. Può l’accelerazione tecnologica, temporale e sociale rappresentare un’inevitabile conseguenza di un sistema competitivo? Dal fenomeno dell’accelerazione emerge un problema ancora più grande, quello di cadere nell‘alienazione: siamo alienati rispetto a tanti aspetti, come il nostro agire, il tempo che abbiamo a disposizione e nei rapporti che coltiviamo con il prossimo. A questo punto la preoccupazione più grande è quella di sviluppare un’alienazione verso noi stessi.
È dunque fondamentale comprendere che l’accelerazione è una costruzione sociale e non il corso inevitabile degli eventi e si può quindi imparare a guarire la nostra relazione con il tempo e sperimentare nuove alternative.















