Accordo tra Stati Uniti e talebani per la pace in Afghanistan

Nel frattempo anche l'Italia valuta ritiro delle sue truppe

È stata raggiunta un’intesa tra gli USA e i talebani per la pace in Afghanistan. Ora è il premier afghano che vuole colloqui con i talebani

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C’è un accordo tra Stati Uniti e talebani per la pace in Afghanistan, per mettere fine ad una guerra iniziata 17 anni fa. Tuttavia, il presidente afghano, Ashraf Ghani, ritiene che qualsiasi altra decisione futura dovrà essere presa tramite colloqui tra il suo governo e i talebani.




Cosa prevede l’accordo

L’intesa tra Stati Uniti e talebani è stata raggiunta dopo sei giorni di colloqui a Doha, in Qatar, ai quali non ha mai partecipato il governo di Kabul perché considerato dai talebani un “fantoccio” agli ordini degli Stati Uniti.

L’accordo prevede due fasi.

Nella prima, i talebani dovranno impedire a gruppi terroristici internazionali di usare il territorio afghano per compiere attentati contro gli USA, i quali, in cambio, ritireranno progressivamente le loro truppe dall’Afghanistan. Naturalmente, per permettere ciò, i talebani dovranno cessare il fuoco. L’inviato degli USA, Zalmay Khalilzad, ha dichiarato al New York Times:

I talebani si sono impegnati a fare quanto necessario per evitare che l’Afghanistan diventi una piattaforma per i gruppi terroristici internazionali.

Tuttavia, Khalilzad, precisa che si tratta solo di una bozza che “deve essere arricchita prima che diventi un accordo“.

In una seconda fase – che secondo i talebani potrà iniziare soltanto quando verrà stabilita la data per il ritiro dei 144 mila soldati statunitensi presenti ancora in Afghanistan – prevede accordi tra governo afghano e talebani per stabilire i ruoli che  quest’ultimi avranno nel potere statale. Questo influenzerà su alcune questioni più discusse nel Paese, come la condizione delle donne.

E a proposito di questa bozza d’intesa con i talebani, ha parlato anche il premier afghano, Ashraf Ghani:

Vogliamo la pace, la vogliamo rapidamente, ma con un piano. Non dobbiamo dimenticare che le vittime di questa guerra sono gli afghani e il processo di pace deve essere a guida afghana.

Il presidente dell’Afghanistan, così come aveva annunciato in passato, ha fatto un appello ai talebani, affinché si convincano di avviare colloqui seri anche con il governo di Kabul.

Secondo il New York Times, l’intesa appena raggiunta – dopo nove anni di tentativi – è il passo più vicino fatto finora verso la fine di una guerra che dura ormai da quasi due decenni, e che è costata la vita di decine di migliaia di persone.

Il ruolo dell’Italia

L’annuncio di questa intesa tra Stati Uniti e talebani, e del possibile ritiro americano in territorio afghano, ha scosso anche le altre potenze occidentali – tra cui l’Italia – impegnate con contingenti militari. Il ministro della difesa Trenta ha dato disposizione al Coi (Comando operativo di vertice interforze) di valutare una possibile pianificazione per il ritiro del contingente italiano entro 12 mesi.

Sebbene poco dopo l’annuncio del ministro Trenta, fonti della Lega abbiano riferito: “Facciamo quel che serve per riportare pace e stabilità. Al momento nessuna decisione è stata presa ma solo una valutazione da parte del ministro per competenza“, e nonostante il ministro degli Esteri Enzo Moavero Milanesi rivela di non sapere nulla sulla questione, in seguito, fonti di Palazzo Chigi hanno dichiarato: “La richiesta di valutare una pianificazione del ritiro del contingente italiano avviata dal ministro Trenta è stata condivisa con la presidenza del consiglio“.

Insomma, sembra che sia stato fatto il primo passo verso quella pace che il popolo afghano aspetta da tanto tempo. Ma, ottimismo a parte, bisognerà vedere se ognuno farà la sua parte.

Domenico Di Maura

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