L’acqua di Marte ha abbastanza ossigeno da sostenere la vita?

Marte
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Finora si riteneva che l’acqua di Marte non contenesse abbastanza ossigeno da sostenere la vita, ora dal California Institute of Technology arriva uno studio, pubblicato su Nature Geoscience, che afferma il contrario. Il team di scienziati è composto da studiosi del Caltech e del JPL che lo stesso Caltech dirige per conto della NASA.
Che ci sia acqua su Marte è una forte probabilità, ma non tutti la considerano una cosa certa, neppure dopo la scoperta da parte di una missione ESA della probabilità di un lago di acqua allo stato liquido sotto una crosta di ghiaccio al polo sud del pianeta rosso.
Ma anche se l’acqua ci fosse, data la scarsità di ossigeno nell’ambiente marziano, si riteneva che ci fosse poco ossigeno disciolto nell’acqua, ben al disotto della soglia necessaria per sostenere le più semplici forme di vita aerobiche.



Woody Fischer (coautore dell’articolo e professore di geobiologia al Caltech) e Vlada Stamenković del JPL (autore principale) hanno appuntato la loro attenzione sulle pozze salate, in un’altra ricerca recente si era ipotizzata la possibilità di avere acqua liquida addirittura in superficie grazie al fatto che il sale abbassa la temperatura di congelamento dell’acqua, nel loro lavoro Fischer e Stamenković hanno indagato per calcolare quanto ossigeno queste pozze salate vicine alla superficie possono assorbire dalla rarefatta atmosfera marziana. Lo studio è composto di due parti, prima è stato elaborato un modello chimico per calcolare quanto ossigeno si può dissolvere in acqua salata a temperature ben sotto il punto di congelamento dell’acqua, la seconda parte è stata studiare i cambiamenti climatici di Marte anche in base agli spostamenti dell’asse di rotazione. Coniugando dati sulla solubilità e sul clima gli scienziati sono stati in grado di predire dove sulla superficie marziana è più probabile trovare pozze salate che abbiano la capacità di sostenere alta quantità di ossigeno disciolto. Il risultato è che zone particolarmente fredde e a bassa altitudine (ovviamente perché l’aria è un pochino più densa) sono le migliori candidate.

Roberto Todini

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