L’acqua su Marte c’è ancora: imprigionata nelle rocce

Il tema della presenza di acqua su Marte interessa per molteplici motivi: la possibilità che in passato sul pianeta rosso vi siano state forme di vita, la comprensione dell’evoluzione dei pianeti, motivi pratici legati al futuro di missioni umane su Marte (se non addirittura una colonizzazione).
Due cose sono certe: che l’acqua su Marte c’è stata in abbondanza  e che ora la superficie è arida e l’acqua in forma ghiacciata è solo una piccola parte di quella che miliardi di anni fa scorreva allo stato liquido sul pianeta.
In particolare sappiamo che quattro miliardi di anni fa su Marte scorreva abbastanza acqua che se fosse stata distribuita uniformemente avrebbe potuto coprire il pianeta con un oceano dai 100 ai 1500 metri di profondità, un miliardo di anni dopo il pianeta era arido come lo conosciamo.
Finora si supponeva che la maggior parte dell’acqua fosse fuggita nello spazio a causa della bassa gravità del pianeta.
Ma alcuni ricercatori del CalTech la pensano diversamente, la notizia dello studio che hanno pubblicato su Science la troviamo sul sito dello stesso California Institute of Technology.



La prima cosa che non torna con l’ipotesi “fuga dell’acqua nello spazio” è il rapporto idrogeno/deuterio. Il deuterio è un isotopo più pesante dell’idrogeno, nel nucleo invece di avere un solo protone ha un protone e un neutrone. Normalmente il rapporto è che l’ 0,02% dell’idrogeno è composto dall’isotopo deuterio e il resto dall’isotopo con solo un protone nel nucleo (prozio). In caso di fuga nello spazio dovuta alla bassa gravità gli atomi più pesanti avrebbero più difficoltà a sfuggire alla debole gravità marziana, dunque se la maggior parte dell’acqua su Marte se ne fosse andata così si dovrebbe riflettere sul predetto rapporto, vedremmo una percentuale di deuterio superiore.
Invece il rapporto deuterio/prozio non è coerente con uno scenario in cui tutta l’acqua fosse fuggita così.
Allora dove è finita l’acqua? Una risposta ce la danno le osservazioni di lander e sonde e l’analisi di meteoriti di origine marziana: si trova ancora sul pianeta, intrappolata in minerali che inglobano l’acqua nella propria struttura, come l’argilla.
Il sequestro dell’acqua all’interno di minerali nella crosta del pianeta è un fenomeno geologico comune anche sulla Terra, ma a differenza del Pianeta Rosso il nostro è geologicamente attivo e dunque quest’acqua viene rilasciata in fenomeni come il vulcanesimo, su Marte invece sarebbe rimasta intrappolata.

Roberto Todini

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