Addio a Giovanni Buttarelli, Garante europeo della privacy

Scomparso all’età di 62 anni Buttarelli era la voce principale sull’etica dei dati. Wojciech Wiewiórowski subentrerà fino a dicembre

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Giovanni Buttarelli, ampiamente considerato un visionario, è stata una delle figure più importanti al mondo nella protezione dei dati. Architetto chiave del GDPR tra i primi a mettere in discussione la moralità delle aziende che fanno quanto basta per conformarsi alla legge. Ha contribuito a definire il regolamento generale sulla protezione dei dati e dello scudo per la privacy fra UE-USA.(PRIVACY SHIELD).

Giovanni Buttarelli Garante europeo della protezione dei dati, responsabile della supervisione delle pratiche sulla privacy di tutte le istituzioni dell’UE, è morto nella notte tra il 20 e il 21 agosto. All’età di 62 anni. I funerali avranno luogo nella Chiesa di San Rocco a Frascati (RM), domani 24 agosto 2019, ore 10.00.

Il GEPD Buttarelli era un importante pensatore e stratega della privacy e si colloca tra i giganti della privacy. Ha avuto una carriera lunga e distinta prima di diventare GEPD, incluso il tempo trascorso come giudice nella magistratura italiana. Ma è il suo lavoro sul regolamento generale sulla protezione dei dati in Europa tra i suoi più grandi lasciti . I suoi pensieri sui fili etici più profondi dei dati e sul suo impatto sulle libertà e sull’autonomia umana.

È stato tra i più grandi esperti mondiali di diritto delle nuove tecnologie, diritto alla privacy e alla protezione dei dati personali. Ha plasmato l’agenda della Conferenza sulla privacy internazionale 2018, Discussing Ethics: Dignity and Respect in Data Driven Life , Bruxelles, Belgio. Dove, il suo keynote ha introdotto idee che continueranno ad essere importanti per il prossimo futuro.

Già giudice di cassazione nella magistratura italiana, dal 1986, Buttarelli era stato Segretario Generale del Garante per la protezione dei dati personali in Italia dal 1997 al 2009. Prima durante la presidenza di Stefano Rodotà, e poi quella di Francesco Pizzetti. Divenne il principale responsabile della protezione dei dati per tutte le istituzioni dell’UE (GEPD) nel 2014. Nominato da una decisione congiunta del Parlamento europeo e del Consiglio per un mandato di cinque anni. Dopo aver ricoperto l’incarico di Garante aggiunto dal 2009.

Buttarelli subentrò a Peter Hustinx, primo Garante storico, nominato per due mandati successivi, dal 2004 al 2014. Dove Joaquín Bayo Delgado fu il Garante aggiunto nel primo mandato (2004-2009) sostituito da Giovanni Buttarelli nel secondo. Wojciech Wiewiórowski è l’attuale Garante aggiunto che sostituirà Buttarelli fino a dicembre.  A partire dal 25 maggio 2018 è stato Membro dello European Data Protection Board (EDPB) e, da prima, del Gruppo di lavoro ex Articolo 29, dal 1997 al 2018.

Una figura chiave della rivoluzione digitale

Buttarelli si è impegnato professionalmente per sostenere i valori su cui è stata fondata l’Unione Europea. Il suo lavoro, che comprende anche il suo contributo allo sviluppo del regolamento generale sulla protezione dei dati, ha consolidato la posizione dell’Europa nel mondo come leader globale nella protezione dei dati.

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Un ruolo determinante nella sua organizzazione, poiché incaricato di monitorare il modo in cui fossero messe in atto le norme sulla privacy dell’UE.  Ha supervisionato l’implementazione da parte dell’organizzazione di una delle iniziative più forti al mondo per la protezione dei dati personali , il General Data Protection Regulation (GDPR). Attuato lo scorso anno. Regolamento che ha contribuito a tenere sotto controllo le grandi società tecnologiche e a proteggere i diritti e la privacy dei cittadini nell’UE.




Buttarelli riteneva che oltre alla panoramica delle problematiche relative ai dati, i regolatori dovevano esaminare “casi reali”. Come quello dei termini di servizio di Facebook. Ha inoltre pensato che fossero necessarie ulteriori azioni, oltre al GDPR, per garantire che le aziende tecnologiche operassero in modo equo ed etico. Voleva che collaborassero le autorità di regolamentazione della privacy e della concorrenza. In modo che potessero “adottare una posizione sull’intersezione tra protezione del consumatore, regole di concorrenza e protezione dei dati”. Come anche rimedi strutturali per rendere il mercato digitale più equo per i cittadini.

Giovanni Buttarelli credeva che le sole leggi non sarebbero mai bastate a impedire alle aziende tecnologiche di utilizzare i dati ingiustamente. Era irremovibile sulla necessità di equità online, sposando che la discriminazione online “non è il tipo di democrazia che meritiamo”.

In questo 2019 è stato premiato da parte di organizzazioni internazionali: l’IAPP Privacy Leadership Award e l’EPIC International Privacy Champion Award 2019. I premi sono assegnati a coloro che dimostrano un continuo impegno nel promuovere i diritti fondamentali alla privacy e alla protezione dei dati personali.

Il presidente di EPIC Marc Rotenberg, alla consegna del premio, sottolineò l’importanza di Giovanni Buttarelli non solo in Europa, ma in tutto il mondo, in materia di protezione dei dati personali.

 

Felicia Bruscino
Photo by Matthew Henry on Unsplash

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