Addio ad Armin Loacker: morto a 78 anni il re dei wafer

Loacker è un nome che immediatamente evoca ricordi felici, fatti di dolci colazioni e merende a base di wafer che vengono giù dai monti. Armin, al contrario, è un nome che a pochi dice qualcosa.

Tuttavia, senza Armin,  Loacker non significherebbe nulla, se non una piccola pasticceria aperta nel 1925 a Bolzano da un certo Alfons. Chi era dunque Armin Loacker, l’anziano uomo che domenica sera è morto a seguito di un malore? E perché il suo nome è tanto importante per la storia dell‘azienda di wafer più famosa d’Italia?

Le origini

Armin Loacker nasce il 2 febbraio del 1940 a Bolzano, pochi mesi prima dell’entrata dell’Italia nella Seconda guerra mondiale. Dopo aver conseguito un diploma da pasticcere, nel 1958 comincia a lavorare con il padre Alfons nella giovane azienda di famiglia, la Loacker, appunto.  Fondata da Alfons nel 1925, negli anni ’50 la Loacker aveva ripreso ed incrementato la produzione interrottasi in seguito allo scoppio della guerra.

Grazie all’acume di Armin e ad una serie di coraggiosi investimenti da lui promossi, durante tutti gli anni ’60 l’azienda continua a crescere. Alla morte di Alfons, avvenuta nel ’70, la Loacker, che ormai è una pasticceria all’ingrosso, passa ad Armin e ai suoi due fratelli: Christine e Rainer.




Il salto di qualità

Nel 1974, Armin ha un’idea tanto rischiosa quanto fruttuosa: aprire uno stabilimento Loacker ad Auna di Sotto. Tale località si trova mille metri sopra il livello del mare, e l’idea di spostare la produzione in un luogo così fuori mano sembra una pazzia, ma Armin è irremovibile. La scelta di produrre lontano dall’inquinamento delle città si rivela vincente, e ancora oggi l’azienda fa della sostenibilità ecologica il suo marchio di fabbrica.

Poco dopo, la Loacker si apre ai mercati esteri, e nel ’79 comincia ad esportare i suoi prodotti in Medio Oriente, Cina e Giappone, andando incontro ad ulteriore modifiche. Nel giro di pochi anni, le confezioni blu e bianche lasciano il posto a quelle che conosciamo oggi, e anche il logo dell’azienda cambia. Nel 1983, infine, Loacker introduce nelle sue pubblicità un elemento che da allora in poi caratterizzerà il prodotto: gli gnomi canterini delle leggende sud-Tirolesi.

La terza generazione

A metà degli anni ’90 Armin e Christine decidono di passare il testimone alla generazione successiva, e pur rimanendo attivi all’interno dell’azienda, lasciano ai loro figli ruoli importanti. Dal 1996, Ulrich, il figlio di Christine, e i suoi cugini Andreas e Martin (figli di Armin) gestiscono l’azienda di famiglia, e nel ’99 aprono un nuovo stabilimento a Heinfels, nel Tirolo Orientale austriaco.

Grazie ad Armin, oggi il marchio Loacker è conosciuto in ogni parte del mondo, e nonostante la crisi economica degli ultimi anni che ha colpito altri grandi nomi, l’azienda continua a crescere e sperimentare.

Non resta che ringraziare il re dei wafer per aver reso tanto dolci le nostre colazioni ed augurargli un sereno riposo.

Francesco Cambilargiu

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