Nel segno della storia, Napoli abbraccia Afrika Bambaataa

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Sabato 6 Aprile Napoli abbraccerà al Basic Club di Pozzuoli Afrika Bambaataa, per qualcuno potrebbe sembrare una delle tante serate clubbing che invadono i week end italiani, ma nella città, che si è fatta anche polo nell’ultimo trentennio di musica dance e cultura underground, si celebrerà un pezzo di storia.

Grazie alla dedizione, promotori musicali giovanissimi, del collettivo di Musicology che offriranno alla città un abbraccio, talvolta necessario, dell’incontro generazionale, da chi un pezzo di storia l’ha sicuramente scritta. Parliamo di di Afrika Bambaataa Aasim nato nel 1954 nel Bronx, figlio di attivisti  per i diritti neri, e che proprio in quella New York  negli anni ’70 si contendeva la paternità della nascita della cultura hip hop tra veri e propri leader del genere come DJ Kool Herc  e Grandmaster Flash.

Bambaata compie , in quel significativo viaggio in Africa, dove acquisisce lo pseudonimo di capo Zulu Bhambatha, una ribellione armata contro le pratiche economiche scorrette all’inizio del ventesimo secolo e il cui nome significa “leader gentile”. Tornato in America continua la sua politica sociale contro le bande di quartiere, contro la divisione razziale ma anche facendosi promotore di unificazione musicale.

Nascono, come radici che segnano la musica rap, i block-party, feste di quartiere, durante le quali nascono i primi MC (Master of Ceremonies) e si improvvisa brani con ritmo sincopato su campioni di musica sintetizzati, elaborati e e mixati. Viene considerato da tutti in un sacerdote che presiede un sacro rituale fatto di divertimento e ritmo il cui motto è

«Pace, Amore, Unità e Divertimento»

Negli anni Bambaataa  ha collaborato con gente come Kraftwerk e James Brown, ha ispirato altri come Mc Solaar e i Public Enemy, ha fondato crew di graffittari e breaker unendole nella  Zulu Nation.

Ci ha trainato nelle sale da ballo con brani intramontabili come Planet Rock e Renegades of Funk ma senza mai stanziare nella circoscrizione di un’epoca ha saputo negli anni miscelare e contaminare la sua musica, arrivando ad un rapporto privilegiato con l’Italia e addirittura con Napoli stessa. Ricordiamo infatti la collaborazione con il soul man Enzo Avitabile che ha dato come frutto un primo 45 giri, intitolato Street Happiness. Dall’amore per la scena funk italiana di Afrika Bambaataa nasce questa piccola perla incisa a New York, con l’artista partenopeo che si è fatto anche lui promotore di una musica capace di contaminarsi continuamente tra jazz, world, funk in un crossover collaborativo sicuramente da ricordare.

Ecco quindi che Napoli incontra nuovamente l’America, in una collaborazione che per dedizione, amore e voglia di divertimento diventa una filosofia, in una serata dove si alterneranno alla consolle della main room del Basic di Pozzuoli i dj set di Simi, Ekspo e Fabrizio Fattore. Ma anche nel solco della tradizione di certi party che hanno segnato la storia della black music anche contaminazione artistiche,  Planet Rock Party presenteranno una battle dedicata alla danza ma anche le esposizione di alcuni writers come Opium, Ozon, Demon, Tres, Myxo e Talpa.

 

Claudio Palumbo

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