Ágatha Vitória Sales Félix è la quinta bambina uccisa dalla polizia brasiliana

A Rio De Janeiro è stato annunciato l'ennesimo orrore di coloro che sarebbero stati incaricati di proteggere la popolazione brasiliana dalla malavita.

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Il nome della bambina uccisa venerdì notte a Rio de Janeiro è Ágatha Vitória Sales Félix.

Lo scenario è quello di una città famosa per la spiaggia di Copacabana e un intenso tenore di criminalità. Ágatha Vitória Sales Félix siede accanto al furgone di sua madre vicino ad Alemão, la favela in cui abita: forse tornano a casa, forse vanno a trovare la nonna, forse la piccola accompagna la mamma da qualche parte. All’improvviso uno sparo: la criminalità è diffusa nella città e le persone sanno come conviverci.

Questa volta però la situazione è diversa: il colpo non ha centrato il bersaglio prefissato e la piccola Ágatha inizia a sanguinare dalla schiena. La rapidità in questi casi è tutto, ma non sempre abbastanza. La bambina di otto anni muore in ospedale e ancora una volta la responsabilità non è della delinquenza dilagante, ma della polizia, che avrebbe il compito di sedarla.

Ágatha Vitória Sales Félix è stata uccisa dalle politiche anti-crimine di Wilson Witzel

La morte della piccola Ágatha è il risultato, a detta della polizia, di uno scontro a fuoco finito male. Gli agenti, secondo il comunicato stampa divulgato dalle autorità locali, sarebbero dovuti intervenire per difendersi da un attacco da parte di un esponente della criminalità locale in sella alla propria moto. Eppure le opinioni non sono del tutto concordi.

A quanto pare, i testimoni della vicenda hanno dichiarato di aver visto sì, un uomo in moto, che non ha rispettato l’alt delle forze dell’ordine, ma che non ha reagito utilizzando armi da fuoco. A quel punto la polizia ha aperto il fuoco. Nessuna risposta ad intimidazioni prodotte da pallottole malavitose, solo libera iniziativa da parte degli agenti presenti – come riporta la BBC. La stima delle vittime da gennaio a oggi è di 1,249 persone nello stato di Rio uccise da parte della polizia. Questo, il risultato delle politiche del presidente Jair Bolsonaro, eseguite dal governatore di Rio de Janeiro, Wilson Witzel. La linea ferrea è quella di eliminare le organizzazioni criminali con violenza e repressioni necessarie.

Gli incidenti di percorso come Ágatha?

“Siamo profondamente dispiaciuti”, questa la risposta dell’ufficio di Wiltzel.

Il tasso della malavita è sceso, ma le vittime sono aumentate

Da quando Jair Bolsonaro è stato eletto – il primo gennaio del 2019 – sono cambiate molte cose, ma non per forza in meglio. Infatti, le promesse di Bolsonaro sono state tante e tra queste quella che ha ottenuto più risultati è stata quella che riguarda la lotta alla criminalità, con il tasso di omicidi che a oggi è sceso del 21%. Insomma, sì: se ci limitiamo esclusivamente alla valutazione del risultato ottenuto, non si può negare che questo sia positivo. Sì, se ci limitiamo esclusivamente alla valutazione del risultato, non si può ammettere che non sia positivo. Eppure, se allarghiamo lo sguardo alle vittime per mano della polizia, vediamo come in otto mesi siano aumentate del 16% rispetto al 2018. Eppure, il presidente Bolsonaro non si allarma, ma anzi continua a incoraggiare gli atteggiamenti repressivi – in questo caso attuati da Wilson Witzel.

E i cittadini? I residenti, il sabato successivo alla morte di Ágatha, hanno manifestato in piazza chiedendo di “smettere di ucciderci”. Non proprio una dichiarazione di approvazione alle politiche di Bolsonaro.

Anya Baglioni

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