L’aggressione transfobica che si è consumata al Fomo Festival di Udine non è altro se non l’ennesima prova di quanto l’omotransfobia sia ancora un problema radicato nella nostra cultura. Tra insulti, botte ed umiliazioni, due ventenni hanno aggredito due ragazzi trans che stavano usando i bagni pubblici gender neutral durante il Festival.
Non è altro se non l’ennesima aggressione transfobica
Questa volta è stato il Fomo Festival di Udine a vedere consumarsi l’ennesima aggressione transfobica. Questo evento culturale solitamente vivace ed inclusivo dedicato e apprezzato dai giovani della città è stato quest’anno invece teatro di una raccapricciante violenza. Due giovani uomini, a quanto pare esterni al festival e alla sua organizzazione, se la sono presa con due ragazzi trans e una ragazza mentre si trovavano nei bagni pubblici della zona dell’evento: il quartiere Rizzi, nella zona dell’Ardito Desio.
Il Festival, arricchito come le sue scorse edizioni da musica, interventi (anche dei rappresentanti di Arcigay e discussioni su tematiche fondamentali come la grassofobia), arte e persone di tutte le età stava procedendo come da programma. Finché intorno alle 20:00 non è scoppiata la violenza, che è risultata in tre feriti, che circa alle 21:00 sono stati visti tornare dai bagni con i vestiti strappati e i visi solcati da lividi.
La violenza nasce nei bagni
Essendo l’evento ad ingresso libero, non è stato un problema per i due uomini, chiaramente non coinvolti nell’aria di inclusiva festività della manifestazione, ritrovarsi in mezzo alla folla e più precisamente in fila per usare i servizi presenti nel parco. I bagni in questione sono tre: due con il classico water, uno con toilette alla turca. Tutti e tre i bagni sono gender neutral e privi di luce funzionante. I due ventenni secondo alcuni testimoni provenivano dalla vicina zona sportiva e avevano già provato a disturbare i partecipanti all’evento mettendo musica a tutto volume dalla propria cassa portatile per sovrastare quella che stava suonando dal vivo.
Sembrerebbe che i due siano entrati nei bagni mentre la ragazza e i due ragazzi trans si trovavano già all’interno insieme e senza essere in alcun modo provocati abbiano iniziato subito con le aggressioni verbali: “Questo bagno è per i maschi, fr*ci!”.
I due aggressori, senza alcun ritegno, avrebbero poi chiesto conto del fatto che i due giovani sarebbero andati in bagno insieme. Quando le vittime hanno risposto spiegando di essere ragazzi trans, uno dei due aggressori ha scavalcato la soglia dello stallo, si è slacciato i pantaloni e ha urinato davanti a loro, in un chiaro gesto sprezzo e umiliazione.
Poi sono arrivate le violenze fisiche
Passare dall’aggressione verbale a quella fisica non ha richiesto molto: uno dei due aggressori ha tirato un pugno in pieno viso a una delle due vittime, mentre l’altra ha ricevuto un calcio all’addome, tra violenti spintoni che hanno persino strappato la maglietta di una delle vittime. La ragazza, presente nei bagni con loro ha cercato di calmare gli animi e frapporsi tra le due parti, ma è stato inutile.
Appena sono riuscite a sfuggire agli aggressori, le tre persone sono state accompagnate al pronto soccorso del Santa Maria della Misericordia. I due ragazzi trans hanno riportato lesioni con una prognosi di cinque giorni ciascuno mentre la ragazza ha subito solo contusioni lievi.
La denuncia contro l’aggressione omofoba
Dopo l’aggressione, è stata sporta denuncia ai carabinieri. Al momento, la descrizione degli aggressori è ancora sommaria: uno è stato indicato come alto e biondo, con abiti chiari, l’altro più basso, moro e vestito scuro.
A occuparsi delle indagini è il Nucleo Operativo Radiomobile dell’Arma di Udine. Nella zona sono inoltre presenti telecamere di sorveglianza che si spera aiuteranno a identificare i responsabili dell’aggressione.
A esprimere con fermezza la propria condanna verso questa brutale aggressione è anche Arianna Facchini, assessora alle Politiche giovanili del Comune di Udine: “Voglio ribadire che né a Officine giovani, né al Fomo, né in questa città c’è spazio per l’odio e per la violenza omotransfobica o di qualunque altra matrice. Quello che è accaduto è inaccettabile ed è un attacco a tutta la grande comunità di Officine giovani, che non arretrerà nel suo impegno per una comunità aperta, libera e più sicura per tutte e tutti”.
Un messaggio di cui c’è oggi più che mai bisogno, che promuova la non tolleranza più totale nei confronti di gesti violenti di questo tipo nei confronti di nessuna minoranza. Si sta rendendo sempre più evidentemente necessaria una netta presa di posizione da parte delle istituzioni, in quanto poco più di due settimane fa si è verificata un’altra aggressione omofoba, spinta dall’odio verso qualcosa che non si vuole comprendere.
















