Napoli-il Tar accoglie l’istanza dei macellai: “Sì agli agnelli esposti in vetrina”

 È guerra tra il Comune e i macellai: ma, per il momento, il Tar dà  ragione a quest'ultimi

Si interrompe il divieto di esposizione di animali interi o in quarti nelle vetrine delle macellerie. Il Tar ha sospeso l’ordinanza emanata il 23 marzo dal Comune in occasione delle festività pasquali, periodo in cui, tradizionalmente, si espongono agnelli e capretti, prodotti tipici della Pasqua.

Fonte: LaRepubblica
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Si interrompe il divieto di esposizione di animali interi o in quarti nelle vetrine delle macellerie almeno fino al 24 aprile, giorno in cui si affronterà la questione in udienza.

Il Tar ha sospeso l’ordinanza emanata il 23 marzo dal Comune in occasione delle festività pasquali, periodo in cui, tradizionalmente, si espongono agnelli e capretti, prodotti tipici della Pasqua.

Il presidente della quinta sezione del tribunale amministrativo, Santino Scudeller, ha accettato  l’istanza cautelare dell’avvocato Antonio Messina che rappresenta l’associazione Aicast, la quale raggruppa anche la categoria dei macellai.

Un’ordinanza assurda.  I clienti ci chiedevano come mai il Comune avesse vietato di esporre la carne, credevano ci fossero problemi su capretti e agnelli.
Il provvedimento, approvato dal Comune, prevedeva multe di 500 euro per i trasgressori. Alcuni macellai sono stati già multati. L’ Aicast, fa sapere, che:

Stiamo raccogliendo i verbali per fare opposizione, dopo il decreto del Tar.  Da oggi i macellai possono continuare a esporre le carni – dichiara l’avvocato Messina – sempre nel rispetto delle normative igienico sanitarie. Sono insussistenti i presupposti dell’ordinanza, in quanto le norme a cui il Comune fa riferimento parlano di situazioni di emergenza sanitaria o di pericolo per l’incolumità pubblica. Non è provato che l’esposizione nelle vetrine di carni macellati possa avere conseguenze dannose per i cittadini, tant’è che la stessa amministrazione fa un discorso di sensibilità e decoro estraneo alla normativa .

Nel ricorso inoltre  si legge che:
Manca l’indicazione di quale sia il motivo irreparabile e imminente per la salute dei cittadini tale da giustificare lo strumento dell’ordinanza.
                                                                                                                                   Alessia Cesarano

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