Airbnb “assume” Danny Glover contro le accuse di razzismo

Il colosso degli affitti online si affida all'attore afroamericano per difendersi dalle accuse di discriminazione

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L’estate che sta per volgere al termine è stata una delle più chiacchierate e discusse a livello di discriminazioni di qualsiasi genere. Tra i protagonisti di queste azioni, la piattaforma online per affitti Airbnb, è stata quella presa più di mira. Il colosso degli affitti facili online è stato infatti ripetutamente accusato di razzismo nei confronti degli utenti e dei proprietari appartenenti a minoranze razziali, afroamericani in primis. Ed è per questo che Airbnb ha deciso di adottare una strategia per placare queste accuse, coinvolgendo il noto attore afroamericano Danny Glover.

L’attore, che molti ricorderanno in film come Arma Letale e Fuga da Alcatraz, non si limiterà a fare da testimonial ma promuoverà agli afroamericani proprietari di immobili l’idea di investire proponendosi come host. Una strategia, quella di coinvolgere una delle icone della Hollywood afroamericana, che sa un po’ di corsa ai ripari da parte della nota piattaforma digitale. Non sono state poche, infatti, le polemiche scatenatesi in rete e non solo, circa discriminazioni contro gente di colore, sia che si trattasse di proprietari che di utenti in cerca di case in affitto.




Una scelta che non sembra dettata dal caso visto che l’attore è da diversi anni molto attivo nel sociale ed in particolar modo nelle iniziative benefiche promosse da Unicef e Naacp (Associazione nazionale per la promozione delle persone di colore). Il suo compito sarà quello di spingere le comunità afroamericane ad entrare in Airbnb, vista la loro reticenza dopo gli ultimi episodi di razzismo. Nell’ultimo periodo abbiamo assistito, infatti, sia a casi di proprietari che dichiaravano esplicitamente la loro volontà di affittare a soli utenti bianchi, sia a casi in cui gli utenti hanno accusato la piattaforma di tendere a riqualificare quartieri in cui vivono queste minoranze.

Prontamente è arrivata la dichiarazione di Danny Glover che in un recente post ha scritto: “La storia dell’alloggiamento in America è una storia di discriminazione. Anche se le persone di colore hanno fatto importanti passi avanti in innumerevoli settori della società americana, la proprietà immobiliare, e la stessa idea di agiatezza intergenerazionale che quel possesso porta con sé, restano ancora fuori dalla portata di troppe persone”. L’attore ha inoltre fatto sapere di aver già incontrato gruppi di host afroamericani sia a Brooklyn che a San Francisco, sua città natale.

Da parte della compagnia, dunque, c’è tutta la volontà di voler eliminare qualsiasi forma di discriminazione visti i continui episodi di razzismo segnalati in rete. Lo dimostra il fatto che lo scorso mese è stata multata una host californiana accusata di aver rifiutato un inquilino asiatico. Immediata la punizione inflitta da Airbnb che ha sanzionato con una multa da 5mila dollari. Ma non è tutto, perché per poter rientrare sulla piattaforma online, l’host ha dovuto iscriversi a un corso universitario di cultura orientale, sottoscrivere un documento che fosse contrario alle discriminazioni sociali e svolgere lavori socialmente utili, oltre che scusarsi con l’utente.

Gianni Chiarappa

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