“L’Italia ha bisogno di più moschee”: la proposta di Al Issa all’Italia

Il capo della Lega Musulmana dichiara il sostegno dell'Arabia Saudita alla costruzione di nuovi luoghi di culto, per favorire il dialogo religioso e la lotta al terrorismo

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Roma, suite dello storico Hotel Cavalieri, dalla quale è possibile ammirare la maestosità della “città eterna”. Un’oasi di pace senza deserto, immersa in quei pini di Roma, magnificamente impressi nelle melodie neoclassiche di Ottorino Respighi.

In questa dimensione quasi estatica, Mohammad Al Issa, ex ministro saudita e segretario generale della Lega musulmana mondiale, racconta com’è cambiato il suo paese. L’occasione è un intervista esclusiva nella quale egli indica una via possibile, per il superamento dello scontro sociale ed etnico, che sta imbarbarendo il paese e l’intera Europa.

Sono opinioni di carattere più politico che altro, all’interno del quale è possibile individuare una certa prontezza, a rispondere alle incalzanti domande che riguardano la situazione in Arabia Saudita, cercando di sviare, per quanto possibile, sulle forti contraddizioni che ancora resistono all’interno della influente penisola araba.

Mohammad Al Issa, prima di essere ministro della giustizia di re Abdullah, è stato un giurista del consiglio degli ulema.

E’ lui a mostrarsi fiducioso e rassicurante, verso la necessità di proseguire il dialogo fra Europa e Medio Oriente, partendo proprio di una pacifica convivenza religiosa fra le due fedi in Italia, della lotta al terrorismo e della necessità di avere “più” luoghi di culto per la minoranza musulmana in Italia.




Senza fare menzione diretta sulla vicenda relativa alla possibile costruzione di una Moschea a Bergamo, Al Issa parla con la voce del principe Bin Salman, il quale a sua volta ha ribadito la volontà dell’Arabia Saudita, di partecipare al dialogo inter-religioso, nel rispetto delle tradizioni dei singoli paesi e delle singole comunità. L’obiettivo di Riyad è soprattutto  quello di dimostrare i passi avanti fatti dal suo paese, verso la modernizzazione sociale e religiosa.

Dalla liberta di voto e di guida alle donne, all’aperture dei cinema, l’Arabia Saudita fino ad ora ha sviluppato un percorso di evoluzione a due velocità: da una parte la crescita tecnologica e urbana delle grandi metropoli e il potere economico e industriale; dall’altra il divieto di quelli che sono definiti costumi culturali e artistici del mondo nuovo, il divario enorme fra uomini e donne, l’ombra di Bin Laden, di Al Qaeda e dell’Isis.

Una proposta politicamente in controtendenza, con le dinamiche in corso nel nostro paese, ma in relazione alle quali il Ministero degli Esteri, non ha ancora espresso una chiara opinione.

“Siamo pronti a mettere molti soldi; un supporto diretto al governo italiano sull’immigrazione, ha dichiarato Al Issa, ma non siamo riusciti a dirlo al vostro ministro degli Esteri”.

Il controllo della Lega musulmana su moschee e centri islamici di tradizione sunnita è vista da sempre con molto sospetto in Europa, specie dopo i gli attacchi terroristici degli ultimi anni.

Ora è l’Arabia Saudita a voler dichiarare la volontà di collaborare alla realizzazione di nuovi luoghi di culto dove i sermoni siano letti in arabo e in italiano.

Solo in questo modo sarà possibile, secondo il capo della Lega musulmana, combattere il terrorismo e favorire il confronto fra le due religioni, che ormai stanno diventando lo specchio delle nuove identità territoriali.

 

                                                                                                                                                  Fausto Bisantis

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