Alamar, il respiro del mare cristallino

Film del 2009 arrivato al Cinema Beltrade di Milano in questo periodo, Alamar racconta la storia di Natan e Jorge, padre e figlio che nella riserva di Chinchorro in Messico si ritrovano e s'immergono nella bellezza della natura.

Natan e Jorge Machado nel film. Fonte: mymovies.it
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Alamar, grazie al Cinema Beltrade di Milano, è finalmente arrivato nelle sale italiane in lingua originale con sottotitoli, forte delle sue immagini bellissime, da gioiello filmato. Film delicato nei toni, levigato ma senza edulcorazione, punta ai toni del documentario per catturare una storia di amore tra un padre e un figlio nella magnifica riserva messicana del Chinchorro.

Il film si apre con video privati di famiglia con cui facciamo conoscenza dei genitori di Natan, il piccolo protagonista. Roberta Palombini Jorge Machado si conoscono, si amano e provano a vivere insieme. Costretti a fare i conti con i loro stili di vita differenti, si dividono. Il piccolo Natan cresce a Roma con la madre e periodicamente raggiunge Jorge che vive in una palafitta con il vecchio padre Néstor detto “Matranca“, pescatore all’antica.

Il regista Pedro Gonzalez-Rubio, Jorge e Nata Machado nel backstage. Fonte: masedomani.com

Nella riserva del Chinchorro c’è la seconda barriera corallina del mondo e in quel paradiso dove la pesca è una simbiosi con la natura oltre che un mestiere, Jorge fa assaporare al figlio quella vita quasi fuori dal tempo da cui non si potrebbe mai distaccare.

Lo stile del film è di grande semplicità, non complica, non edulcora con costruzioni aggiunte. Il regista Pedro Gonzàlez-Rubio lascia fare tutto ai protagonisti, non fa che seguirli nella natura immacolata del luogo cui dedica riprese bellissime. La preparazione presente si limita a decidere come rappresentare al meglio le loro azioni, che siano quelle della per la pesca o i loro incontri con gli animali del luogo.

Il regista ha il merito di essere presente e di scomparire al contempo, con un uso perfetto della camera a mano empatico ma non invasivo. Le immagini sono perfette per catturare gli attimi e non sforzano verso la poesia: il contesto contribuisce già in questo senso.

Le parole del regista possono illuminarci sul film meglio di qualunque critica:

<<Volevo restituire il mio amore per questa regione e l’ammirazione e il rispetto che nutro per le vite dei suoi pescatori. Non volevo avere un approccio distante ed intellettuale. Volevo raggiungere un’esperienza visiva che potesse suggerire empatia con i personaggi. Alamar è stato ispirato dalla semplicità di essere felici.>> – Pedro Gonzàlez-Rubio

Film semplice e diretto, Alamar sarà apprezzato da chi ha amore per la natura, da intendere anche come stato d’animo. Per sapere i giorni e gli orari delle proiezioni, si consiglia di andare sul sito del Cinema Beltrade o sulla loro pagina Facebook.

Antonio Canzoniere

 




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