L’immagine popolare dei dinosauri, modellata per oltre un secolo da ricostruzioni artistiche e ipotesi scientifiche basate esclusivamente su scheletri fossili, potrebbe dover essere profondamente riconsiderata. Un recente studio, pubblicato sulla rivista Journal of Anatomy da un team di ricercatori dell’Università di Alberta (Canada), suggerisce, probabilmente, che alcune specie di dinosauri avevano guance carnose, strutture anatomiche che avrebbero coperto parte dei denti e svolto un ruolo importante nella masticazione.
Il dato più sorprendente emerso dalla ricerca riguarda la presenza, su alcuni crani fossili, di segni ossei compatibili con l’inserzione di tessuti molli, come muscoli o legamenti, tra lo zigomo e la mandibola. Questa possibile struttura, chiamata exoparia, si configurerebbe come una sorta di tessuto muscolare laterale simile alle guance dei mammiferi, utile a contenere il cibo durante la masticazione.
Lo studio e il metodo utilizzato
Il lavoro dei paleontologi canadesi parte da un’osservazione dettagliata delle superfici craniche fossili, dove sono state individuate tracce di attacchi muscolari non riconducibili alle classiche configurazioni viste nei rettili attuali. In particolare, l’analisi ha coinvolto campioni fossili di dinosauri erbivori appartenenti ai gruppi degli ornitopodi e dei ceratopsi, noti per le loro complesse dentature adattate alla triturazione vegetale.
Tradizionalmente, la ricostruzione della morfologia facciale dei dinosauri si basa sul confronto con i loro più stretti parenti viventi: i coccodrilli e gli uccelli. Questo metodo, denominato inferenza filogenetica, si fonda sull’idea che i tratti anatomici comuni agli animali correlati evolutivamente possano essere stati presenti anche nei loro antenati comuni. Tuttavia, tale approccio mostra limiti significativi, specialmente quando si tenta di ricostruire parti del corpo come i tessuti molli, che raramente si conservano nei reperti fossili.
Nel caso specifico, né coccodrilli né uccelli presentano guance carnose simili a quelle ipotizzate per questi dinosauri. Questo significa che affidarsi unicamente alla parentela evolutiva può portare a una ricostruzione incompleta o imprecisa dell’aspetto reale dei dinosauri. La presenza dell’exoparia, dedotta direttamente dalle caratteristiche ossee, introduce così una nuova metodologia di studio che pone maggiore enfasi sulle evidenze dirette offerte dai fossili.
L’importanza delle guance nella dieta
L’ipotesi della presenza di guance non ha soltanto implicazioni estetiche, ma anche funzionali. Gli scienziati suggeriscono che queste strutture molli avrebbero avuto un ruolo chiave nel processo di masticazione, contribuendo a trattenere il cibo all’interno della bocca durante i movimenti mandibolari.
Nelle specie erbivore studiate, le guance avrebbero permesso una più efficiente elaborazione dei materiali vegetali, impedendo la fuoriuscita del cibo durante la triturazione. Questo tipo di adattamento risulta coerente con l’elevato grado di specializzazione delle dentature di dinosauri come gli adrosauri o i triceratopi, dotati di batterie dentarie capaci di una masticazione continua e complessa, simile a quella osservata nei mammiferi erbivori moderni.
Tale analogia con i mammiferi ha portato alcuni ricercatori a interrogarsi su quanto i dinosauri, pur appartenendo a un gruppo distinto, possano aver sviluppato in maniera convergente soluzioni anatomiche simili per affrontare problemi funzionali analoghi.
Riconsiderare le immagini dei dinosauri nei musei e nei media
Se confermata da ulteriori ricerche, questa scoperta avrebbe conseguenze significative anche sul modo in cui i dinosauri vengono rappresentati nel panorama scientifico e divulgativo. Gran parte delle ricostruzioni in uso nei musei di storia naturale, nei documentari e nelle opere cinematografiche si basano su interpretazioni che non prevedono la presenza di guance, presentando volti con dentature esposte e una morfologia facciale più scheletrica.
L’introduzione dell’exoparia nella ricostruzione paleontologica renderebbe invece necessario un aggiornamento iconografico, che potrebbe cambiare profondamente la percezione pubblica di questi animali. I dinosauri erbivori, in particolare, potrebbero apparire più “pieni” nel volto, con un aspetto meno aggressivo e più simile, per certi versi, a quello degli erbivori odierni come i cavalli o i bovini.
Una nuova frontiera per la paleontologia morfologica
Il dibattito sull’esistenza delle guance nei dinosauri non è nuovo, ma finora non aveva trovato basi solide sufficienti a orientare il consenso scientifico. Alcuni studiosi, già negli anni passati, avevano ipotizzato che animali come gli iguanodonti o i ceratopsi potessero possedere tessuti molli facciali, ma queste idee erano rimaste marginali, a causa della scarsità di prove.
Lo studio dell’Università di Alberta rappresenta quindi un importante passo avanti nel fornire una base empirica a queste ipotesi. Analizzando minuziosamente la superficie delle ossa craniche, gli autori hanno identificato specifici solchi e rugosità che, in altri vertebrati, corrispondono all’inserzione di muscoli. Tali indizi possono oggi essere reinterpretati alla luce di nuove tecnologie di imaging e modellazione 3D, che consentono simulazioni sempre più accurate delle anatomie scomparse.
Limiti e prospettive future della ricerca
È importante ricordare, tuttavia, che l’ipotesi della presenza di guance nei dinosauri non è ancora universalmente accettata. Alcuni paleontologi invitano alla prudenza, ribadendo che strutture ossee simili possono essere interpretate in modi diversi, e che è necessario un confronto più ampio tra taxa e tra diversi contesti geologici per trarre conclusioni definitive.
Inoltre, resta il problema di come distinguere le tracce lasciate da differenti tipi di tessuti molli: ciò che appare come un attacco muscolare potrebbe in alcuni casi essere dovuto a legamenti, pelle spessa o altre formazioni non direttamente legate alla funzione masticatoria.
Oltre l’osso, alla scoperta della carne
Questa scoperta apre uno squarcio importante sulla nostra comprensione dell’anatomia dei dinosauri, dimostrando come, anche dopo oltre un secolo di scavi e studi, restino ancora molte domande aperte sulla loro biologia e sul loro aspetto reale. La possibile presenza di guance suggerisce che questi animali potessero avere una morfologia facciale più sofisticata e funzionalmente efficiente di quanto ipotizzato finora.















